lunedì 23 novembre 2009

Il primo sbarco sulla Luna



Il 20 Luglio 1969, alle 21.56 (ora della costa est Stati Uniti) il primo essere umano sbarcò sulla Luna nel corso di una missione spaziale detta "Apollo 11". Il comandante della missione, Neil Armstrong, fu seguito dal compagno Edwin (Buzz) Aldrin, mentre un terzo astronauta, Michael Collins, orbitava intorno alla Luna a bordo del razzo Columbia.
Armstrong e Adrin sbarcarono sul nostro satellite con un mezzo al quale era stato dato il nome Eagle (Aquila).
Muovendo il primo passo sulla Luna Armstrong (l'astronauta che vedete nelle foto) disse: "Questo è un piccolo passo per un uomo, ma un grande passo per l'umanità".
L'equipaggio dell'Apollo 11 lasciò una targa di acciaio inossidabile, per commemorare lo sbarco e lasciare informazioni sulla visita ad ogni altro essere, umano o meno, che la dovesse trovare. Sulla targa c'è scritto:
Here men from the Planet Earth first set foot upon the moon, July 1969, A.D.
We came in peace for all mankind.
(Qui, uomini del pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C.
Siamo venuti in pace, a nome di tutta l'umanità).
La targa raffigura i due emisferi del pianeta Terra ed è firmata dai tre astronauti e dall'allora Presidente degli Stati Uniti d'America Richard Nixon.


video

Questo post, che spero sia gradito a tanti, è dedicato in particolare alla Terza B della primaria Centrale, che ha saputo della missione Apollo 11 studiando la Storia e sarà lieta (spero) di vedere nel filmato ciò che è stato letto in una lezione di qualche tempo fa.

venerdì 6 novembre 2009

Due miti sull'origine dell'universo

All'inizio di tutto il Cielo e la Terra non esistevano. Nel Caos c’era solo un grande, immenso uovo e dentro di esso cresceva Pangu, il creatore.
Cresci e cresci, dopo diciottomila anni Pangu era diventato un gigante, così ruppe il guscio con un gomito e uscì fuori.
La chiara dell'uovo diventò il Cielo, il tuorlo la Terra, e Pangu rimase con i piedi piantati al suolo e la testa fra le nuvole, per evitare che chiara e tuorlo si mescolassero.
Quando poi il Cielo cominciò ad alzarsi e la Terra ad abbassarsi, il suo corpo dovette allungarsi a dismisura.
Dopo altri diciottomila anni, finalmente, Cielo e Terra si fermarono: ormai erano lontanissimi e il corpo di Pangu era lungo altrettanto. Lo sforzo terribile, però, alla fine lo uccise.
Così il gigante cadde e cominciò a trasformarsi: dal suo corpo nacquero le montagne, dai suoi muscoli i campi, dalle vene strade e sentieri, dalla barba e dai capelli le stelle e le comete, dai denti e dalle ossa i metalli, le pietre e le perle. E dai suoi peli nacquero gli alberi, dalla sua voce il vento, dal suo sangue i fiumi. Dai pidocchi che aveva sul corpo, infine, nacquero gli uomini e gli animali, e il mondo intero, così come lo conosciamo, fu creato.
(Mito cinese)

All’inizio c’è il Caos, il grande vuoto. Dal Caos nasce Eurinome, la ballerina. Ha tantissima voglia di danzare, ma nessun posto dove appoggiare i piedi. Perciò decide di dividere il Cielo dal mare e comincia a volteggiare sulle onde, fino a creare un vortice intorno al proprio corpo.
Da questo vortice nasce Borea, il freddo vento del nord. Il vento diventa sempre più impetuoso. Eurinome allora prende il vento, lo strizza come uno straccio e trasforma il vento in un serpente, lo chiama Ofione. Dall’unione di Eurinome e Ofione nasce l’Uovo Universale.
Ofione si arrotola sette volte intorno al gigantesco Uovo, poi questo si apre. Dall'Uovo Universale escono tutte le meraviglie del creato. Eurinome e Ofione si stabiliscono in una reggia sul Monte Olimpo.
Un giorno Ofione dice: -Devo io sedere sul trono, perché io sono il creatore dell’universo!-
Eurinome, furibonda, urla: -Come osi, serpente? Senza di me non saresti stato nulla. Io devo sedermi sul trono e governare tutto!-
I due lottano violentemente: Eurinome, con un calcio, fa cadere tutti i denti di Ofione.
Toccando la terra i denti del serpente si trasformano in esseri umani, il primo uomo si chiama Pelasgo.
(Mito greco)

La parola "MITO" deriva da un termine greco che significa "racconto". I miti vennero creati in tempi antichissimi, ancora prima dell'invenzione della scrittura, e venivano tramandati a voce.
Il mito è un racconto fantastico che ha come scopo quello di spiegare i misteri del mondo, le sue origini, il suo senso, di definire le relazioni tra gli dei e gli uomini. Infatti, tanto tempo fa, l'umanità non aveva altri strumenti, per cercare di rispondere alle proprie domande, che l'immaginazione.

sabato 24 ottobre 2009

Filosofi o scrittori?

Pensi di essere un filosofo oppure uno scrittore nato?
Se la scrittura creativa fa per te, visita il nostro Blog fratello.
Guarda come può essere divertente creare una video storia da pubblicare o condividere con i tuoi amici: quella seguente è stata creata sul sito Storybird.

RADIO NEWS on Storybird

Siamo tutti filosofi?

La filosofia è innanzitutto una forza di interrogazione e di riflessione che verte sui grandi problemi della conoscenza e della condizione umana. (Edgar Morin, La tete bien faite)

Tutti gli uomini sono filosofi, perché in un modo o nell’altro assumono un atteggiamento nei confronti della vita e della morte. (Popper)

Lo sappiano o no, tutti gli uomini hanno una filosofia. Certo, può ben darsi che nessuna delle nostre filosofie valga un gran che, ma la loro influenza sui nostri pensieri e sulle nostre azioni è grande e spesso incalcolabile. (Popper)

La filosofia non è qualcosa di già fatto (…). In ogni uomo, la filosofia è una cosa che deve essere costruita con uno sforzo personale. (Xavier Zubiri, "Natura, Storia, Dio")

La filosofia è sempre una forma di alto dilettantismo, in cui qualcuno, per tanto che abbia letto, parla sempre di cose su cui non si è preparato abbastanza. (Umberto Eco)

Non importa quali metodi un filosofo possa usare, purché abbia un problema interessante e tenti sinceramente di risolverlo. (Popper)

La filosofia è una scienza molto importante nella vita: essa ci permette di accettare con un sorriso tutte le disgrazie che capitano agli altri. (Giancarlo Cazzaniga)
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P4C: filosofia per bambini


Filosofia e bambini sono ritenuti due mondi completamente diversi e lontani. Ma basta pensare a come è nata la Filosofia in Grecia per comprendere che l'atteggiamento di stupore dei primi filosofi, i loro sforzi per conoscere e comprendere il mondo, la loro ricerca di risposte a questioni fondamentali quali il valore della vita, il pensiero, il rapporto mente-corpo, la verità, la giustizia ... sono le stesse dei bambini di tutti i tempi.
L’infanzia è un periodo particolarmente fertile per l’apprendimento della Filosofia, perché è un periodo in cui ci si pone molte domande alle quali spesso i grandi non danno una risposta.

Il movimento educativo Philosophy for Children (Filosofia per bambini), in sigla P4C, è nato negli Stati Uniti verso la fine degli anni Sessanta grazie alle intuizioni di Matthew Lipman, un professore di logica alla Columbia University di New York.
Lipman ha cercato di dare una risposta a un problema che lui percepiva in modo molto forte: si era accorto che gli studenti non sapevano pensare criticamente e manifestavano grossi problemi ad affrontare la sua materia. Per questo motivo, si interrogò su come riuscire ad insegnare a pensare, come insegnare la logica a ragazzi e bambini. Lipman si servì di materiali appositamente strutturati, soprattutto racconti che costituissero una base di lavoro per esperienze educative in cui venisse messo in gioco il pensiero di tutti e di ciascuno attraverso la discussione, l’argomentazione, il dialogo.
L'insegnamento della Filosofia ai piccoli non è, ovviamente, un'anticipazione del tradizionale insegnamento di tipo liceale, ma l'utilizzo del metodo del dialogo per stimolare i bambini a una riflessione su contenuti filosofici propri del loro vissuto. Il ruolo del docente è quello di facilitatore, garante del clima di rispetto e della pertinenza delle risposte, a immagine del Socrate dei dialoghi platonici, che fa scaturire le conoscenze. Deve essere cura del conduttore creare una comunità di lavoro ed educare alla dimensione del lavoro cooperativo, all'interazione nel gruppo di pari per il raggiungimento di conoscenze e di abilità attraverso la cooperazione, il superamento del conflitto e la condivisione dei risultati.

Se siete bambine e bambini (da 6 a 106 anni), ecco dei bei libri che vi aiuteranno a riflettere e a trovare vostre risposte a domande che vi ponete da sempre:

Brenifier O., Che cos'e il bene? E il male?, Giunti Junior Firenze-Milano, 2006
Brenifier O., Che cos'e la vita?, Giunti Junior Firenze-Milano, 2006
Di Marco E., L'uomo più saggio del mondo La Nuova Frontiera, Roma, 2006.
Di Marco E., La caverna misteriosa La Nuova Frontiera, Roma, 2006
Gaarder J., C'e nessuno? Salani, Firenze, 1997
Gaarder J., Cosa c'e dietro le stelle? Salani, Milano, 2003
Gaarder J., Il castello delle rane Salani, Milano, 2004
Gaarder J., Il mondo di Sofia CDE, Milano, 2004
Lipman M., Il prisma dei perché(adattamento e cura di Antonio Cosentino) Liguori, Napoli, 2004
Lipman M., Pixie (Adattamento, cura e traduzione di Antonio Cosentino) Liguori, Napoli, 2004
Lipman M., Elfi Adattamento, cura e traduzione di Maura Striano) Napoli, 2004
Lipman M., Kio & Gus (Adattamento e cura di Marina Santi, traduzione di Paola Rizzi) Liguori, Napoli, 2002
Lipman M., Mark (Traduzione di Laura Masini (Adattamento di Sergio Bellagamba) Liguori, Napoli, 2004
Sharp A. M., L'ospedale delle bambole. (Adattamento, cura e traduzione di Maura Striano) Liguori, Napoli 2004

sabato 17 ottobre 2009

Lavoretto per Halloween: festone


Una proposta di lavoro divertente e semplice sul tema di Halloween, trovata in Internet: un festone da realizzare colorando, ritagliando e appendendo ad un filo teso alcune immagini.
Trovate le immagini qui sotto, quindi vi basterà aprirle (con un clic), salvarle e stamparle.

Zucca, teschio, gufo e gatto nero sono simboli tipici della festa di fine ottobre.





domenica 11 ottobre 2009

Lavoretto per Halloween


Se vuoi realizzare il lavoretto descritto nel video scarica, salva e stampa l'immagine che trovi in questo post. Fatti aiutare da una persona adulta per ritagliare, incollare e ottenere il risultato che potete vedere nel filmato. Buon divertimento!
L'idea è suggerita da Toy Maker.
Halloween

sabato 10 ottobre 2009

Halloween



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Le origini di Halloween risalgono agli antichi druidi celti.
Circa 2000 anni fa, i Celti vivevano nei Paesi che oggi conosciamo come Gran Bretagna, Irlanda e Francia.
Essi celebravano la vigilia del nuovo anno il 31 ottobre, giorno in cui cadeva la fine della stagione calda e aveva inizio la stagione delle tenebre e del freddo.
I Celti attendevano la stagione più buia dell'anno con grande timore e celebravano con rispetto e panico l'inizio del regno semestrale delle Tenebre, identificate con Samhain.
Non esistono testimonianze archeologiche o letterarie per poter affermare esattamente se Samhain indicasse solamente un periodo dell'anno o fosse una divinità vera e propria.
Per i Celti, che erano un popolo dedito all'agricoltura e alla pastorizia, la ricorrenza che segnava la fine dei raccolti e l'inizio dell'inverno assumeva una rilevanza particolare in quanto la vita cambiava radicalmente: le greggi abbandonavano i pascoli estivi e le persone si chiudevano nelle loro case per ripararsi nelle lunghe e fredde notti invernali, passando il tempo a raccontare storie e a dedicarsi a lavori di artigianato.
Si credeva che alla vigilia di ogni nuovo anno, il 31 Ottobre, tutte le leggi dello spazio e del tempo fossero sospese, permettendo al mondo degli spiriti di unirsi al mondo dei viventi.
I Celti ritenevano che i morti risiedessero in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata "Tir nan Oge" e ritenevano che a volte i morti potessero soggiornare assieme al Popolo delle Fate nelle basse colline che caratterizzano il territorio scozzese e irlandese. Essi pensavano che nella sera di vigilia del nuovo anno gli spiriti delle persone morte nei mesi precedenti tornassero sulla terra in cerca di nuovi corpi in cui vivere nell'anno che stava per iniziare.
Nei villaggi veniva spento ogni focolare per evitare che gli spiriti maligni venissero a soggiornavi. Per questo, veniva anche spento il Fuoco Sacro sull'altare, per essere riacceso il mattino seguente.
Il Nuovo Fuoco simboleggiava l'arrivo del Nuovo Anno: I Druidi si incontravano sulla cima di una collina in un'oscura foresta di querce, piante considerate sacre, per accendere il Nuovo Fuoco e offrire in sacrificio sementi e animali.
Danzando e cantando intorno al focolare fino al mattino, si sanciva il passaggio dalla stagione solare alla stagione delle tenebre.
Al mattino, i Druidi portavano le ceneri ardenti del fuoco presso ogni famiglia che provvedeva a riaccendere il focolare domestico.
Spegnere il fuoco simboleggiavava che la metà oscura dell'anno, associata alla morte, stava sopraggiungendo, mentre l'atto di riaccenderlo era simbolo di speranza e di ritorno alla vita.
Dopo i riti della notte del 31 Ottobre, i Celti, per tre giorni, usavano mascherarsi con le pelli degli animali offerti in sacrifico, per spaventare e allontanare gli spiriti. Vestiti con queste maschere grottesche ritornavano ai propri villaggi illuminando il cammino con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro.
Probabilmente, l'usanza del travestimento nella notte di Halloween ha origine in questa antica usanza.
Nella tradizione celtica le Fate erano spesso considerate esseri ostili e pericolosi dagli uomini che non gradivano di dover codividere con loro le proprie terre. Le leggende narrano che nella notte di Samhain le Fate fossero solite giocare brutti "scherzetti" agli umani, portandoli a perdersi nelle "colline delle Fate", dove rimanevano intrappolati per sempre. Per guadagnare il favore delle Fate era necessario offrire loro cibo o latte che veniva lasciato fuori dalle abitazioni.

Durante il primo secolo i Romani invasero la Bretagna e vennero a contatto con le celebrazioni legate a Samhain.
Anch'essi all'inizio di Novembre onoravano Pomona, la dea dei frutti e dei giardini. Durante questa festività venivano offerti frutti, soprattutto mele, alla divinità per propiziare la fertilità futura.
Col passare dei secoli il culto di Samhain e quello di Pomona si fusero e l’usanza dei sacrifici fu abbandonata, cedendo il posto all'offerta di effigi da bruciare e all'usanza di mascherarsi da fantasmi e streghe.

Quando il Cristianesimo si diffuse, le tradizioni celtiche e romane erano molto radicate e gli antichi riti continuarono ad essere celebrati anche da parte di chi si era convertito alla religione cristiana.
La Chiesa cattolica aveva difficoltà a sradicare gli antichi culti pagani, quindi tentò di sovrapporre e sostituire ad essi i propri, che avevano significati diversi.
Nell' 835 Papa Gregorio IV spostò la festa di Tutti i Santi dal 13 Maggio al primo Novembre, per sostituirla alle celebrazioni di origine celtica.
In inglese la vigilia si chiamava "All Hallows' Eve", che divenne poi "Halloween".
Anche così, l'influenza del culto di Samhain non fu sradicata e per questo motivo la Chiesa istituì nel decimo secolo una nuova festa: la commemorazione dei morti del 2 Novembre, in memoria delle anime degli scomparsi. I defunti venivano festeggiati dai loro cari che mascherandosi da santi, angeli e diavoli accendevano falò.

Nonostante la sostituzione delle festività cattoliche a quelle pagane, la tradizione che conosciamo come Halloween rimase viva a lungo in gran parte del continente europeo e venne portata nel nuovo mondo dai primi europei che emigrarono nel continente americano nel XVI e XVII secolo. I coloni provenivano inizialmente per la maggior parte dall'Inghilterra, dalla Germania, dalla Francia e dalla Scozia, seguiti nel secolo successivo da significative ondate immigratorie provenienti dall'Irlanda.
Ogni gruppo etnico manteneva ben salde le proprie tradizioni, le proprie festività e il proprio modo di celebrarle che, nonostante le peculiarità dovute alla diversa provenienza geografica, mantenevano elementi comuni.
In particolare, era convinzione comune che la notte di Halloween fosse un momento di annullamento di tutte le leggi, di quelle temporali e di quelle spaziali, di quelle umane e di quelle dell'Altromondo: in questa notte era lecito farsi beffe della morale comune, era possibile divinare e avere una visione del futuro, era legittimo sovvertire l'ordine costituito, era indispensabile modificare il proprio atteggiamento e il proprio punto di vista sulla realtà per permettere l'accesso alle forze che dominano gli altri piani dell'esistenza.

L'attuale festa di Halloween suscita, per motivi diversi, l'attenzione di prelati e sociologi, di studiosi delle tradizioni popolari e di giornalisti, ma soprattutto riscuote l'apprezzamento dei giovani e dei bambini. Questi ultimi trovano nell'occasione un mezzo per un divertente carnevale fuori stagione, un modo per gustare dolcetti e caramelle, e sono ai nostri giorni gli inconsapevoli custodi di una antica cerimonia sacra, che per essere tale non necessita né di razionalità né di eccessive spiegazioni, ma di un abbandono totale alla magia del momento, tanto più intensa quanto più condivisa.


sabato 3 ottobre 2009

Lavoretto per l'autunno

è autunno
Testa di spaventapasseri

Ecco un'idea simpatica per un lavoretto sul tema dell'autunno. L'immagine vi suggerirà come realizzarlo!
Come vedete, il viso è una busta di carta (potete riempirla con carta di vecchi giornali appallottolata); potete realizzare con cartoncino colorato occhi, naso, guance e cappello, mentre la bocca è disegnata con un pennarello. Per realizzare il cappello (cartoncino del colore preferito), potete stampare le sagome che trovate qui sotto; i capelli possono essere strisce di carta gialla o marrone o fili di paglia, se li avete. Sotto la testa, per nascondere l'estremità della busta, usate un pezzo di stoffa o carta avvolto come una sciarpa.




Crucipuzzle in lingua inglese
crucipuzzle

L'autunno è arrivato anche nel bellissimo Blog della maestra Marina e sul nostro Blog fratello (qui troverai anche un video che spiega l'alternarsi delle stagioni). Visitali!
Lo spaventapasseri è suggerito da Kaboose, un ottimo sito, che propone giochi e attività anche sul tema dell'autunno.


foglia

Autunno

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Ecco alcuni disegni da stampare e colorare: buon divertimento.





venerdì 28 agosto 2009

Le sillabe




Altre regole:

le consonanti doppie si dividono;
il gruppo CQ si divide.

Esempi:
Sasso -> sas - so
gatto -> gat - to
mamma -> mam - ma
acquisto -> ac - qui - sto


Presto le nuove lezioni, con altre regole per la divisione in sillabe delle parole.

martedì 25 agosto 2009

Ho, hai, ha, hanno: voci del verbo avere


Ricordi che alcune voci del verbo avere in italiano devono essere scritte con la lettera "H" davanti?
"HO - HAI - HA - HANNO" possono significare AVERE nel senso di POSSEDERE, oppure di SENTIRE / PROVARE UNA SENSAZIONE, o essere usate per esprimere azioni avvenute nel passato.
Alcuni esempi:

AVERE / POSSEDERE

Io ho un costume da bagno a righe. (Io possiedo un costume da bagno a righe.)

Tu hai una casa vicino al mare. (Tu possiedi una casa vicino al mare.)

SENTIRE / PROVARE UNA SENSAZIONE

Marco ha freddo. (Marco sente freddo.)

I miei cagnolini hanno paura. (I miei cagnolini provano paura.)

AVER FATTO / AVER COMPIUTO UN'AZIONE

Lucia ha mangiato un gelato enorme!

Ieri ho dormito dai miei nonni.



Per ricordare i significati delle voci verbali HO/HAI/HA/HANNO, prova ad usare la mappa interattiva che trovi qui in basso: trascinando col mouse e muovendo la sua rotellina puoi ingrandire, rimpicciolire, spostare gli elementi.

Attenzione! Non confondere HO/HAI/HA/HANNO con le parole O/AI/A/ANNO che, pur avendo lo stesso suono, non si scrivono con la H perché NON SIGNIFICANO avere, possedere, sentire, aver fatto!
(Es: Luigi trascorre le vacanze ai monti perché non ama il mare./ Regalerò un libro a mia cugina per il suo compleanno. / Vuoi un cono o una coppetta? / Fra un anno tornerò qui in vacanza! -
Prova a riflettere sul motivo per il quale le parole a, ai, o, anno sono usate in queste frasi: ti accorgerai che non hanno il significato di avere, possedere, sentire, aver compiuto un'azione, cioè non sono voci del verbo avere.)




giovedì 13 agosto 2009

Ferragosto per musei



Va bene, è Ferragosto e sicuramente sarete quasi tutti beatamente in vacanza, in giro per i più bei posti d'Italia e del mondo. Ma se qualcuno di voi è a casa per qualunque motivo - perché in viaggio c'è già stato o non vuole andarci - e ha voglia di una visitina ai musei più interessanti, ecco una lista di indirizzi per un tour virtuale nelle sale più famose.

Uffizi, Firenze

Prado, Madrid

Louvre, Parigi

Tate Gallery, Londra

Hermitage, Sanpietroburgo

Metropolitan, New York

mercoledì 12 agosto 2009

Occhi al cielo per le stelle cadenti



Le stelle cadenti, o meteore, sono scie luminose prodotte dall'evaporazione nell'atmosfera di piccole particelle di roccia, ghiaccio o polvere. Queste si trovano in grande abbondanza nello spazio intorno alla Terra, rilasciate soprattutto dalle comete lungo la propria orbita.
Le meteore sono particelle veramente minuscole: le più grandi pesano appena un decimo di grammo, ma sono in grado di produrre tracce luminose molto brillanti. Le particelle vengono rilasciate nello spazio dalle comete nel loro passaggio attorno al Sole. Il nucleo delle comete, consumato dal suo calore e dal vento solare, un flusso di particelle cariche di elettricità molto energico emesso dalla nostra stella, dà origine alla coda, o chioma, della cometa.
In alcuni periodi dell'anno, la Terra, nel suo movimento intorno al sole, attraversa uno sciame di particelle perdute dalla coda di una cometa e ciò dà origine al fenomeno detto delle "stelle cadenti". Le meteore entrano nell'atmosfera terrestre a grandissima velocità e, a contatto con questa, raggiungono temperature elevatissime: i frammenti più piccoli creano scie luminose di 5 - 20 chilometri.
La Terra attraversa sciami di meteore durante alcuni particolari periodi dell'anno: oltre allo sciame delle Perseidi, che attraversa nei giorni dal 9 al 14 agosto, i più densi sono quello delle Leonidi (17- 18 novembre) e delle Orionidi (intorno al 21 ottobre).
Quest'anno, lo sciame delle Perseidi darà origine al fenomeno delle stelle cadenti soprattutto nella notte di oggi: occhi al cielo, perché la fase di luna nuova favorisce l'osservazione!


Buon ferragosto

venerdì 17 luglio 2009

Il cloud computing


Se avete un computer e lo usate con regolarità per lavorare, studiare, informarvi e trascorrere il tempo libero, vi interesserà sapere in che modo l'evoluzione delle tecnologie sta modificando l'utilizzo di questo strumento ormai indispensabile.
Fino ad oggi (o, almeno, fino a ieri), scrivere, disegnare, elaborare foto e filmati, calcolare ed elaborare dati ci costringeva ad installare sul computer un'applicazione, cioè un programma: Word o uno simile per scrivere, Excel per le operazioni e le formule matematiche, Power Point per le presentazioni, Photoshop o altri per modificare le immagini ... Programmi pesanti e costosi, che occupano spazio nel PC e lo rallentano e il costo delle cui licenze alleggerisce il nostro portafogli.
In futuro - già oggi, in realtà - potremo fare a meno di acquistare e installare sulle nostre macchine applicazioni di questo genere: scrivere, elaborare immagini, creare presentazioni, calcolare sarà possibile attraverso l'uso di strumenti disponibili sul Web. In pratica, accenderemo il computer, ci collegheremo a Internet aprendo il nostro browser (Internet Explorer o Firefox, o altro) e ci collegheremo a un indirizzo accedendo al quale troveremo applicazioni (programmi) per compiere le nostre operazioni, condividere i nostri lavori e salvare i nostri dati.
Questo modo di usare il computer è chiamato cloud computing (uso di servizi offerti da una "nuvola" di fornitori). Per praticarlo bastano un computer con programma per la navigazione in Internet (browser) e connessione veloce sempre attiva. Già al momento, in rete, sono disponibili applicazioni gratuite per tutte le nostre attività di lavoro e di svago, ma il cloud computing si diffonderà presto in modo più marcato quando la Microsoft renderà disponibile on line le applicazioni Office: Word, Excel e Power Point nella prossima versione 2010.
Nel frattempo, se già non lo state facendo, abituatevi a non installare sul computer programmi che compiono operazioni che potreste svolgere grazie ad un servizio gratuito su Internet: mantenete il vostro computer leggero ed efficiente e sfruttate l'abbonamento ADSL che state probabilmente pagando per poter stare connessi tutto il giorno.

Alcuni indirizzi:

Google Documenti

Zoho


Picnik



Splahup



Gliffy


Instacalc

Preezo


Immagine tratta da Wikipedia

martedì 14 luglio 2009

C dura, C dolce

Esercitati giocando con i suoni CA, CO, CU, CIA, CIO, CIU. Trovi i collegamenti sul nostro blog fratello.

Esercizi

Difficoltà ortografiche (da stampare)

Racconto: la valle salvata

Nerea, una cornacchia

Amate la natura e gli animali? Leggete il racconto La valle salvata sul nostro blog fratello e divertitevi a testare la comprensione del testo con poche, semplici domande di verifica.

La valle salvata

sabato 11 luglio 2009

Lavoretto per l'estate

In spiaggia, divertiti a raccogliere conchiglie di dimensioni, forme e colori differenti. A casa, lavale e utilizzale per creare simpatici animaletti simili a quelli che vedi nella foto qui sopra. Ti servirà colla attaccatutto (di quella in tubetto, che incolla qualunque materiale, ma fatti aiutare da un adulto, perché c'è il rischio di incollarcisi le dita!). Prima di incollare le conchiglie è meglio fare delle prove accostandole tra loro. Usa la colla solo quando hai deciso quale forma dare alla tua creazione. Gli occhi degli animaletti possono essere acquistati in negozi specializzati in materiali per lavoretti, ma anche costruiti da te con cartoncino o altri materiali: usa la fantasia.
Buon divertimento, ma ricorda: quando usi colla e forbici devi essere aiutato da una persona adulta.
Suggerimento: dopo aver lavato e asciugato le conchiglie, puoi anche dipingerle a piacere.

Il lavoretto è stato trovato su: http://crafts.kaboose.com/seashell-critters.html

venerdì 10 luglio 2009

Esercitati: la "e" che unisce, la "è" che spiega

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Leggi i vecchi post e, se non li hai visti, osserva i video sulla "e" che unisce (CONGIUNZIONE) e la "è" che spiega (VOCE DEL VERBO ESSERE).
Dopo aver osservato i video di ripasso, prova a svolgere qualche esercizio sotto forma di gioco, cliccando sui collegamenti che trovi qui sotto. Se puoi, fatti seguire da un genitore o una persona che sappia guidarti nell'uso del computer. Quando termini un esercizio, clicca sul pulsante "Indietro" del tuo browser per tornare al Blog. A presto!

La e congiunzione

La è che spiega

Video di spiegazione e ripasso

Dopo gli esercizi, un po' di svago: clicca sulle immagini, stampale e colorale!







Disegni trovati in: http://printables.kaboose.com/kids-see-saw.html

venerdì 26 giugno 2009

La "è" che spiega, la "e" che unisce


Quando si usa la "è" con l'accento?

La "è", con accento, non viene usata per unire nomi, aggettivi qualificativi o verbi, ma per spiegare qualcosa. Infatti, "è" significa ESISTERE, ESSERE, STARE e viene usata nelle frasi per SPIEGARE chi è una persona, che cosa è un oggetto o un animale, come è o dove è un elemento.

Quando scrivi, perciò, rifletti sulla frase che hai in mente: devi spiegare chi è, che cosa è, come è o dove è l'elemento di cui stai parlando? Allora, usa é.

Se non stai spiegando una di queste cosa, forse stai semplicemente unendo due parole o due frasi: in questo caso, scrivi e senza accento. Osserva i video e aiutati con gli esempi per capire meglio, poi prova tu!

Per una spiegazione sull'uso della "E" senza accento, leggi la pagina dedicata all'argomento.

La E che unisce




mercoledì 17 giugno 2009

Buone vacanze

Buone vacanze
Buone vacanze

Le alunne e gli alunni delle nostre classi di scuola primaria sono già in vacanza: a loro e ai loro familiari gli auguri di una splendida estate e un invito: seguiteci anche in vacanza!


Notte d'Estate

L'acqua della fonte
suona il suo tamburo
d'argento.
Gli alberi
tèssono il vento
e i fiori lo tingono
di profumo.
Una ragnatela
immensa
fa della luna
una stella.
F.Garcia Lorca


D'Estate

Le cavallette sole
sorridono in mezzo alla gramigna gialla.
I moscerini danzano al sole
trema uno stelo sotto una farfalla.
G.Pascoli


Estate

Ardono i seminati,
scricchiola il grano,
insetti azzurri cercano ombra,
toccano il fresco.
E a sera
salgono mille stelle fresche
verso il cielo cupo.
Son lucciole vagabonde.
crepita senza bruciare
la notte dell'estate.
P.Neruda

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lunedì 18 maggio 2009

La "E" che unisce

Ecco un video e alcuni giochi per ricordare attività svolte nel corso dell'anno per apprendere l'uso della E congiunzione, la "E" che unisce.
Primo gioco.
Quali fra le coppie seguenti, secondo voi, sono formate da elementi che potremmo mettere in relazione, cioè fra i quali esiste un legame?

GATTO - TOPO
MATITA - QUADERNO
ALBERO - PANTOFOLA
TAVOLO - SEDIA
LENZUOLO - COPERTA
VINO - PENNA
PERA - MELA

...

Io, per esempio, penso che fra le coppie proposte quelle tra i cui elementi esiste un legame logico siano gatto e topo, matita e quaderno, tavolo e sedia, lenzuolo e coperta, pera e mela, mentre ho escluso le coppie albero-pantofola e vino-penna.
Il gioco può continuare ... Provate a trovare voi coppie di elementi dei quali, per qualche motivo, potete parlare insieme in una frase che abbia significato. (In realtà, è divertente anche cercare coppie di elementi fra i quali non ci viene subito in mente un legame, ma lasciamo questo gioco ad un'altra occasione).
In seguito, provate a comporre frasi, in ciascuna delle quali compaia una delle coppie alle quali avete pensato. Per esempio, utilizzando alcune di quelle proposte da me, potremmo scrivere:

Il gatto e il topo sono acerrimi nemici.

Mettete sul banco la matita e il quaderno!

Tavolo e sedia sono mobili.

...

Nelle tre frasi precedenti, i nomi degli elementi fra i quali abbiamo stabilito un legame (una relazione logica) sono UNITI dalla E:

il gatto E il topo

la matita E il quaderno

tavolo E sedia

La E usata per unire due parole che possiamo mettere in relazione è una CONGIUNZIONE, perché congiungere significa unire. Negli esempi precedenti, la congiunzione E unisce due NOMI.
Oltre che per unire due NOMI, la congiunzione E può essere usata per unire due qualità di un elemento, oppure due azioni compiute da qualcuno o qualcosa.

Secondo gioco.
Potete giocare in gruppo o in coppie: uno di voi sceglie un nome (di una persona, di un animale o di una cosa), l'altro - o gli altri - devono trovare rapidamente due qualità adatte per l'elemento indicato dal nome.

Esempi (il nome è scritto in maiuscolo, le qualità - cioè aggettivi qualificativi - in minuscolo):

SOLE - caldo e luminoso
GATTO - giocherellone e agile
ROSA - vellutata e profumata
...

Anche in questo secondo gioco, dopo aver trovato i due aggettivi qualificativi adatti, si possono comporre frasi che li contengano: la E che troviamo fra le due qualità è una congiunzione, perché unisce i due aggettivi.

Terzo gioco.
Come prima, si sceglie per primo un nome. Per il nome scelto, si devono indicare rapidamente due verbi che esprimano azioni compiute dall'elemento indicato.

Esempi (il nome è scritto in maiuscolo, le azioni- cioè i verbi - in minuscolo):

SOLE - illumina e splende
GATTO - salta e corre
ROSA - sboccia e appassisce
...

Infine, si possono comporre frasi contenenti il nome e i due verbi scelti, uniti dalla congiunzione E.

Per ricordare meglio questi concetti, osservate il video proposto e poi divertitevi a comporre frasi che contengano la congiunzione E.

Estate da colorare