domenica 29 marzo 2009

Lavoretto: pulcino di cartoncino






Questo lavoretto, care bambine e cari bambini, è molto semplice e divertente da costruire.
Occorrono cartoncino giallo (del colore che preferite), arancione, bianco e nero (per gli occhi), colla, forbici con punta arrotondata, matita.
Si disegnano le diverse parti sul cartoncino, le si ritaglia e le si incolla in modo da ottenere un risultato simile a ciò che vedete nell'immagine. Le ali, come avrete notato, potete disegnarle seguendo il contorno delle vostre mani con la matita; sono fissate al corpo con due fermagli fermacampione, in modo che possano muoversi.
Qualche variante: le ali potrebbero essere ritagliate da cartoncino di colore diverso rispetto al corpo, o da carta fantasia (a righe, quadretti, fiorellini...).
Per aiutarvi nel disegno, scaricate e stampate il modello di corpo, becco, zampette che trovate qui sopra (cliccate col mouse e poi scegliete di salvare o stampare le sagome).

Ho trovato il pulcino su Kaboose





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mercoledì 25 marzo 2009

Primavera



Il brano precedente è "Ecco la Primavera, Francesco Landini" (1330 ca. - 1397).
Il testo della ballata:
Ecco la Primavera che 'l cor fa rallegrare.
Temp'è d'innamorare e star con lieta cera.
Noi veggiam l'aria e 'l tempo che pur chiam' allegrezza.
In questo vago tempo ogni cosa ha vaghezza.
L'erbe con gran freschezza e fior copron i prati
e gli alberi adornati sono in simil manera.
Ecco la Primavera che 'l cor fa rallegrare.

giovedì 19 marzo 2009

Primavera e poesia

Botticelli, La primavera

Domani, 20 marzo, sarà l'equinozio, cioè l'inizio della Primavera astronomica, anche se le previsioni meteorologiche annunciano un ritorno temporaneo del freddo.
La parola equinozio deriva dal latino e significa "notte uguale". Infatti i due equinozi di marzo e di settembre sono i giorni dell'anno in cui il giorno e la notte hanno la stessa durata, di 12 ore esatte ciascuno.
L'equinozio di primavera cade il 20 o il 21 marzo, in momenti diversi a seconda dell'anno. Nel 2009, appunto, sarà domani.
L'equinozio di marzo è un giorno festivo in molte parti del mondo, per molte culture rappresenta l'inizio dell'anno; in molti paesi arabi, esso è anche il Giorno della Madre.
L'Unesco, dal 1999, ha decretato il 21 marzo, giorno spesso coincidente con l'equinozio, Giornata Mondiale della Poesia. Lo scopo principale di questa giornata, come definito dall’Unesco, è quello di dare una possibilità di lettura a chiunque abbia una poesia propria da leggere.


equinozio: illuminazione della Terra
paesaggio di primavera

mercoledì 11 marzo 2009

Festa del papà: poesie


Il Papà

Una mano da prendere
due braccia che ti stringono
una voce che ti chiama, che racconta,
che ride, che rimprovera e incoraggia.
Uno sguardo che ti segue,
un cuore che batte per te.


Papà

Se sei arrabbiato
perché nel traffico
ti sei stancato,
caro papà, riprendi fiato:
il mondo è bello
ma un po' affollato.
Caro papà, se sei un po' teso
ed il lavoro ti sembra un peso,
tu pensa sempre: sei nel mio cuore,
ti voglio bene a tutte le ore.


Cari bambini, imparate una poesia (una di queste o un'altra) da recitare al vostro papà per la sua festa. Gli dimostrerete il vostro affetto e lo farete sicuramente felice. Ricordate che potete anche stampare uno dei biglietti di auguri che trovate fra gli altri post (articoli), da ritagliare e colorare con la vostra mamma e i vostri fratellini o sorelline.

festa del papà

martedì 10 marzo 2009

Biglietti d'auguri per Pasqua







Biglietti d'auguri per Pasqua: cliccate, salvate l'immagine sul computer e stampate; colorate, ritagliate e scrivete gli auguri a chi volete. Buon divertimento.

lunedì 9 marzo 2009

Buon compleanno, Barbie


La bambola più venduta nel mondo compie oggi, 9 marzo, 50 anni.
Nella foto qui accanto la vedete come era 50 anni fa, con costume da bagno a righe bianche e nere, capelli biondissimi, borsa da spiaggia di paglia, occhiali da sole e sandaletti neri con tacco vertiginoso.
Nel tempo, Barbie ha indossato abiti di tutte le fogge e per tutte le occasioni, spesso disegnati dagli stilisti più famosi del mondo. Ha avuto capelli platinati, ma anche dorati, scuri, rossi ...
Nata come Barbara Millicent Roberts, la bambola più amata del pianeta è figlia della fantasia di Ruth Handler, cofondatrice della casa di giocattoli Mattel, che osservando la figlia Barbara giocare, aveva notato che la bambina faceva interpretare alle proprie bambole ruoli da adulte e perciò suggerì al marito Eliot di creare una bambola con l'aspetto da donna.
Barbie fece il suo ingresso in società il 9 marzo 1959 alla fiera del giocattolo di New York. Fu successo immediato: 350 mila pezzi venduti in un anno. Da allora è il giocattolo più venduto di tutti i tempi.
A febbraio di quest'anno, in occasione della Fashion week di New York, 50 stilisti hanno mandato in passerella abiti ispirati a lei.
A Roma, già a gennaio sulle passerelle di alta moda, Marella Ferrera ha fatto sfilare il suo omaggio a Barbie.
Oggi alla Rinascente di Milano c'è stato l'avvio dei festeggiamenti italiani, che avranno come madrina Michelle Hunziker. La show girl ha svelato che la sua prima Barbie si chiamava come sua figlia, Aurora.
La Fiat ha fabbricato un'auto solo per lei, tutta rosa, che sarà presentata oggi a Milano.
Anche il grande gioielliere Bulgari ha firmato per Barbie un collier e un paio di orecchini con gli zaffiri rosa.
Il 12 marzo a Parigi, nella boutique Colette, ci sarà l'inaugurazione della mostra fotografica di Karl Lagerfeld: per l'occasione ci sarà una Barbie in carne e ossa griffata Chanel.


Barbie bruna
Auguri, Barbie

Oggi festeggia 50 anni un altro personaggio amato dai bambini: leggi l'articolo sul Blog fratello e scopri chi è.

Lavoretto per la festa del papà




Foto con cornice da regalare al papà per la sua festa

Occorrente: stampante, per stampare la cornice che preferite tra quelle sopra questo articolo, cartoncino, colla, forbici, una vostra foto da soli o con papà, un nastrino col quale appendere la foto incorniciata.
Istruzioni: stampa l'immagine della cornice che preferisci, dopo averla salvata nel tuo computer; incolla l'immagine su cartoncino e aspetta che asciughi; ritaglia la cornice - con l'aiuto di mamma, perché dovrete usare le forbici - ritagliando una "finestra" per la fotografia; incolla la foto sul retro della cornice, in modo da vederla all'interno della cornice; se vuoi, decora la cornice incollando qualcosa, a tuo piacere (scritte o decorazioni ritagliate da te, glitter o altro); pratica un piccolo foro nella parte superiore della cornice e infilaci un nastrino che servirà per appenderla.

Ecco un esempio di foto con cornice che puoi ottenere seguendo le istruzioni di questo articolo:





Biglietti per i papà

pendaglino animato



Biglietti per la festa del papà(da stampare, colorare, ritagliare)
I biglietti sono stati presi dal sito lannaronca.it/, nel quale potrete trovare molte proposte per lavoretti divertenti.
ISTRUZIONI
Ritagliare il biglietto lungo il bordo. Piegare le mani verso l’interno, lungo le linee tratteggiate, come indicato nel disegno. Chiudere il biglietto a fisarmonica. Aprendolo, le “manone” si devono allargare.
Dimenticavo: naturalmente, prima cliccate sui biglietti e salvateli nel vostro computer, o stamapateli direttamente!

Disegni da colorare: Pasqua (1)




Disegni da colorare: Pasqua (2)







domenica 8 marzo 2009

Il brutto anatroccolo del 2000

Voglio farvi conoscere un bravissimo autore per bambini e adulti: Bruno Tognolini. Scrive per il teatro e la televisione, ha prodotto opere multimediali, ha lavorato per l'"Albero Azzurro" e la "Melevisione", ha scritto più di seicento filastrocche e quindici libri. Sardo, di Cagliari, dopo aver frequentato per quattro anni la facoltà di medicina, ha deciso di studiare al DAMS. Nel 2007 ha vinto il premio Andersen.
Leggete il racconto che segue, a me è piaciuto moltissimo.


LO ZIZIGOTE NERO

Sotto la luce di un sole lampione,
in un paese di vetro e metallo,
sopra il suo nido di gomma e cotone
come una statua sul suo piedistallo,
la mamma papera, con convinzione,
cova serena nel tepore giallo.
Ed ecco uscire, finita la cova,
sette anatroccoli da sette uova.

Uno era bianco come la neve,
uno era candido come lenzuola,
uno era latte che bianco si beve,
uno era bianca colomba che vola,
uno era schiuma bianchissima e lieve,
uno era candida nuvola sola.
L'ultimo invece, vero mistero,
era di un nero più nero del nero.

Proprio così: nero come un corvo.
- Corvo torvo! Corvo torvo! - lo prendevano in giro i fratellini candidi, quando cominciarono a sgambettare in quello strano mondo di vetro e metallo dove non veniva mai notte.
Però i giorni passavano lo stesso, pieni di giochi e scherzi, di bei sonni e buona pappa, che cadeva da sola in una tazza non appena avevano un po' di languorino.
Ogni tanto un Angelo Bianco si sporgeva dal cielo, calava due ali strane senza piume, afferrava un fratellino, lo sollevava e lo portava via. Nessuna paura, però: tutti sapevano che sarebbe tornato di lì a poco, e a chi gli chiedeva cosa gli avessero fatto gli Angeli Bianchi, avrebbe risposto sempre allo stesso modo:
- Mi hanno guardato, pesato, misurato, dato da mangiare piccole pappe di molti colori, tolto due piumette e punto con un pungiglione, che però non mi ha fatto niente.
Gli Angeli portavano tutti in cielo, una volta al giorno, tranne il papero nero: lui mai.
- Perché loro sono bianchi come noi, mentre tu sei nero buio, e corvo torvo! - gli dicevano i fratellini.

"Io sono nero, io son diverso.
In questo angolo candido e bianco
di questo candido grande universo
non c'è mai niente di nero al mio fianco.
Io sono solo, mi sento perso.
Mi sento stupido, mi sento stanco.
Nulla mi accade, nulla mi aspetta,
e neanche gli Angeli mi danno retta!".


Ma un giorno chiaro fra quei giorni bui
accadde un fatto ben straordinario:
un inserviente nero come lui
venne a pulire lo stabulario.
Mentre lustrava col panno, costui
disse a quel papero solitario:
- I tuoi fratelli son belli e son bravi,
ma tu sei l'unico che te la cavi.

E così infatti andò. Quelli che ai paperetti sembravano Angeli Bianchi erano medici ricercatori, che studiavano la trasmissione di una brutta malattia legata al colore di peli e capelli e piume; e per questa ricerca dovevano usare esemplari omozigoti, tutti bianchi. I paperetti bianchi non sapevano di chiamarsi "omozigoti", e sapendolo magari quel nome gli sarebbe piaciuto. Avrebbero chiesto come si chiamava il fratello nero, e sapendo che si chiamava "eterozigote", gli avrebbero detto:
- Hai visto? Anche il tuo nome è diverso dal nostro!
- Certo! In inglese vorrà dire nero.
- Zizigote nero! Zizigote nero!
Ma non era così. Eterozigote voleva dire che, per motivi che in una fiaba sarebbe fuori posto spiegare, quell'anatroccolo tutto nero non serviva per i loro esperimenti. E quando l'inserviente lo chiese in dono per la sua bambina, quei medici, che non erano certo cattivi ma solo scienziati, glielo diedero volentieri.
L'inserviente lo portò alla figlioletta, che lo portò nella sua scuola, dove tutti lo coccolarono e vezzeggiarono, con tante voci che dicevano "che carino!", "che dolce!", "che forte!", e nessuna che diceva "corvo torvo". Nei giorni che seguirono, non potendolo tenere a casa perché sporcava, la bambina lo diede a una compagna che aveva una zia in campagna.
L'anatroccolo nero scoprì il mondo.

Buio di notte, luce di giorno,
giallo di sole e verde di prati.
Odori buoni di stalla e di forno,
cacca di mucche e fieni tagliati.
Amici nuovi che girano intorno,
trilli, muggiti, grugniti e belati.
Mondo vivente davanti e di dietro:
niente più plastica, niente più vetro.

Un giorno il papero trova uno stagno,
fa un segno d'ala a quel volto riflesso,
e il paperetto laggiù gli fa un segno.
E lui sospira e dice a se stesso:
- Non sarò bello come un bel cigno,
ma son felice, mai come adesso.
Quello nell'acqua sospira e gli dice:
- Non sarò un cigno, ma sono felice.

E così fu. L'anatroccolo nero visse a lungo in quell'aia in campagna, forse non cigno nel vento, ma felice e contento.
(Bruno Tognolini)

sabato 7 marzo 2009

8 Marzo

"Questa è la vostra Festa, questa è la vostra Giornata, ed è l'occasione per esprimervi la riconoscenza delle istituzioni che molto debbono alla vostra presenza operosa, al vostro peculiare e insostituibile contributo in tutti i luoghi in cui si costruisce la convivenza civile e il benessere comune del paese". Così il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha salutato le donne che hanno partecipato alla cerimonia "Onore al Merito" dedicata alla celebrazione della Giornata Internazionale della Donna che si è svolta al Quirinale.
"In un giorno come questo" ha sottolineato il Presidente Napolitano "è giusto richiamare l'attenzione in primo luogo sui passi avanti che anche nel corso dell'ultimo anno si sono fatti nel senso dell'affermazione del ruolo delle donne nella società italiana: che si sono fatti per loro merito, grazie al loro impegno".
Il Capo dello Stato ha rilevato che "le affermazioni recenti, in vari ambiti, di personalità femminili, sono le luci. Ma sappiamo", ha continuato "che restano tante ombre", spiegando che l'ombra più pesante di tutte è la vergogna e l'infamia delle violenze "e di tutte le forme di molestia, di vessazione, di persecuzione nei confronti delle donne. Nel mondo e in Italia : in una parte del mondo in modi orribili, barbarici; in Italia verso donne italiane o straniere, non fa differenza, ad opera di stranieri o di italiani, non fa differenza".
Il Capo dello Stato ha ricordato che "il quadro di riferimento generale per portare avanti la causa delle donne in tutti i suoi aspetti resta, più che mai, la nostra Costituzione. I valori più preziosi per le donne - libertà, emancipazione, partecipazione attiva alla vita sociale e civile, uguaglianza di opportunità, pieno riconoscimento, a parità con gli uomini, dei talenti e dei meriti - sono il prodotto di un lungo processo di trasformazione della società, della cultura e del costume, il prodotto di una graduale maturazione della coscienza collettiva".
(Fonte: sito del Quirinale)


Le origini della Giornata della donna, celebrata l'8 marzo, risalgono al 1908.
All'inizio del mese di di marzo, a New York, le lavoratrici di un'industria tessile protestarono per alcuni giorni contro le condizioni disumane in cui erano costrette a lavorare. Il proprietario decise di bloccare le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire. Nello stabilimento scoppiò, o forse fu appiccato, un incendio e le 129 operaie prigioniere all'interno persero la vita tra le fiamme.
Questo avvenimento tragico, negli anni successivi, veniva ricordato con una serie di celebrazioni che, nei primi tempi, erano limitate agli Stati Uniti.
In seguito, la data dell'8 marzo venne proposta come giornata di mobilitazione internazionale a favore delle donne che in ogni parte del mondo, ancora oggi, subiscono ingiustizie, violenze e discriminazioni.
L'8 marzo, quindi, non è una festa, ma una giornata dedicata alla riflessione e all'impegno sui problemi delle donne anche se, in molte nazioni, questa data ha assunto aspetti meno seri, più frivoli e commerciali.