giovedì 30 aprile 2009

Festa della mamma: lavoretti

Un lavoretto semplicissimo per la festa della mamma: un ramo fiorito.
Occorrono: un ramo secco, lungo e sottile; carta del colore preferito, matita, forbici, colla o nastro biadesivo per fissare i fiori di carta al ramo.
Preparate dei quadrati di carta colorata e disegnate su ciascuno, con la matita, delle spirali; ritagliate le spirali e arrotolatele con le dita, in mdo da formare delle roselline; fissate le roselline al ramo con colla attaccatutto o nastro biadesivo. Fatto!






Trovato su http://dozidesign.blogspot.com/2008/05/paper-flower-tutorial.html

Seconda proposta: un biglietto pop-up simpaticissimo: seguite le istruzioni su pop-ups.net . Il risultato è questo:

martedì 28 aprile 2009

Festa della mamma: lavoretto


Questo video suggerisce un'idea per un regalo alla mamma, alla nonna ... a chiunque vogliate, da realizzare con carta, forbici, colla, colori, pennarelli, vecchi rotoli di carta per cucina e altro materiale semplice da reperire.
Il video è in inglese, ma osservando le immagini riuscirete a capire che cosa fare anche se parlate solo italiano.

Sa die de sa Sardigna

Sa die de sa Sardigna ricorda l'insurrezione popolare del 28 aprile 1794 con la quale si allontanarono da Cagliari i Piemontesi e il viceré Balbiano in seguito al rifiuto del governo torinese di soddisfare alcune richieste dell'isola: i Sardi chiedevano che venisse loro riservata una parte degli impieghi civili e militari e una maggiore autonomia. Il governo piemontese rifiutò di accogliere qualsiasi richiesta, perciò la borghesia cagliaritana, con l'aiuto del resto della popolazione, scatenò un'insurrezione.
Il movimento di ribellione, nato per motivi politici ed economici, era iniziato già negli anni Ottanta del Settecento ed era proseguito negli anni Novanta toccando tutta l'isola.
Il motivo del malcontento popolare era dovuto anche al fatto che la Sardegna era stata coinvolta nella guerra della Francia rivoluzionaria contro gli stati europei e quindi anche contro il Piemonte. Nel 1793 una flotta francese aveva tentato di impadronirsi dell'isola, sbarcando a Carloforte e minacciando successivamente anche Cagliari. I Sardi avevano opposto resistenza con ogni mezzo, in difesa della loro terra e dei Piemontesi che dominavano allora in Sardegna. La resistenza ai Francesi aveva entusiasmato gli animi e creato aspettative di riconoscimenti e ricompense dal governo sabaudo. Al re piemontese si chiedeva di riservare ai Sardi cariche pubbliche, l'istituzione di un Consiglio di Stato a Cagliari, vicino alla sede del Viceré, e la creazione a Torino di un Ministero per gli affari della Sardegna.
La scintilla che fece esplodere la contestazione fu l'arresto ordinato dal viceré di due capi del partito patriottico, gli avvocati cagliaritani Vincenzo Cabras ed Efisio Pintor. Era appunto il 28 aprile del 1794: la popolazione inferocita decise di allontanare dalla città il viceré Balbiano e tutti i Piemontesi, che nel mese di maggio di quell'anno furono imbarcati con la forza e rispediti nella loro regione. Incoraggiati dalle vicende cagliaritane, gli abitanti di Alghero e Sassari fecero altrettanto.

La ricorrenza de "Sa die de sa Sardigna" è stata istituita dal Consiglio Regionale il 14 Settembre 1993.

domenica 19 aprile 2009

Un animaletto simpatico: la lucertola

Le lucertole, conosciute anche col nome di sauri, sono rettili.
Hanno quattro con zampe, spesso minuscole, e orecchie prive di padiglione.
In Italia è molto diffusa la lucertola muraiola. È lunga circa 15 centimetri compresa la coda, ma può arrivare fino a 20-25 cm. Trova la tana in buchi nei muri o sotto terra e, appena uscita, si riposa al sole per scaldarsi.
È una specie ovipara: la femmina depone, solitamente due volte all'anno, da 2 a 10 uova che si schiudono tra luglio e settembre.
Si nutre essenzialmente di insetti e ragni.
Vive preferibilmente in zone abitate dall'uomo. Infatti, la vediamo spesso nei nostri cortili o giardini.
Riposa da ottobre a marzo, ma in giornate particolarmente calde si muove anche in pieno inverno.
Le lucertole hanno la particolarità di poter perdere la coda se questa viene afferrata da un predatore. Questa parte del corpo può, in seguito, riformarsi.

sabato 18 aprile 2009

Giornata della Terra

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La giornata della Terra, in inglese Earth Day, viene celebrata in 175 nazioni del pianeta, da quasi mezzo miliardo di persone, il 22 Aprile.
L’ Earth Day fu celebrato a livello internazionale per la prima volta il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Nato come movimento universitario, nel tempo è divenuto un avvenimento educativo e informativo utilizzato come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l'inquinamento dell'aria, dell’acqua e del suolo, la distruzione degli ecosistemi, la scomparsa di migliaia di piante e specie animali e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili.
Si insiste sulla necessità di apprendere abitudini e comportamenti che permettano di eliminare gli effetti negativi delle attività dell'uomo: il riciclo dei materiali, la conservazione e il risparmio delle risorse naturali come il petrolio e l'energia, il divieto di utilizzare prodotti chimici dannosi, la cessazione della distruzione di habitat fondamentali come boschi e zone umide e la protezione delle specie vegetali e animali minacciate.
La sopravvivenza del nostro pianeta è nelle nostre mani e tutti dobbiamo comportarci in modo responsabile, se non vogliamo ritrovarci prestissimo a vivere in un mondo povero di risorse, con cambiamenti climatici sconvolgenti, soggetto a cicloni, inondazioni, surriscaldamento.
Abbiamo tutti il dovere di modificare il nostro comportamento in modo da arrecare minori danni alla Terra. Ne va della nostra stessa vita. Informiamoci sulle abitudini che è bene acquisire e contribuiamo a rendere il nostro pianeta più vivibile.

Ecco alcuni consigli per la nostra vita di tutti i giorni.

  • Riduci di un grado il riscaldamento della tua casa.
  • Chiudi porte e finestre negli ambienti riscaldati.
  • Fai la doccia anziché il bagno.
  • Chiudi i rubinetti mentre ti insaponi: fai scorrere l’acqua solo per il tempo indispensabile a risciacquarti.
  • Decidi che cosa prendere dal frigorifero prima di aprire lo sportello, tieni questo aperto per il minor tempo possibile.
  • Spegni le luci quando esci dalle stanze.
  • Spegni gli apparecchi elettrici quando non li usi: non lasciarli in stand-by.
  • Fai correttamente la raccolta differenziata dei rifiuti.
  • Per la tua merenda, evita le bibite in lattina e le merende confezionate. Usa più volte la stessa bottiglia per l’acqua.
  • Riutilizza tante volte gli stessi sacchetti di plastica per la spesa o, meglio, usa una borsa e non prendere sacchetti di plastica.
  • Non prendere la macchina quando puoi raggiungere i luoghi a piedi o in bicicletta.
Attraverso Internet, cerca suggerimenti sui comportamenti da mettere in pratica per danneggiare il meno possibile il pianeta.
Un esempio? Il video seguente suggerisce un metodo per sostituire il detersivo inquinante per la lavastoviglie con un prodotto naturale. In ogni caso, occorre imparare, anche tra i prodotti chimici industriali, a scegliere quelli meno dannosi per la Terra.

mercoledì 15 aprile 2009

Nomi derivati

Avete osservato, bambini, che spesso a partire da una parola se ne possono creare altre?
Facciamo alcuni esempi, partendo da NOMI. Per primo, consideriamo il nome LATTE.
Possiamo trovare altri nomi che sono nati a partire da LATTE:





  • LATTAIO = persona che vende il latte
  • LATTERIA = negozio in cui si vendono latte, burro, yogurt, formaggi ...
  • LATTANTE = bambino piccolo, che beve solo latte
  • LATTICINO = un alimento a base di latte, come lo yogurt, il burro, la mozzarella ...
Per il secondo esempio, partiamo dal nome ACQUA; da questo sono nati tanti altri nomi, come:
  • ACQUARELLO = colore che si diluisce con l'acqua
  • ACQUAIO = lavandino per la cucina
  • ACQUARIO = recipiente in cui si tengono pesci
Un ultimo esempio: partendo dal nome GIORNALE troviamo GIORNALISTA (chi scrive articoli per un giornale) e GIORNALAIO (una persona che vende giornali).

I NOMI CREATI A PARTIRE DA ALTRI SONO DETTI NOMI DERIVATI. Al contrario, quelli che NON derivano da un altro nome sono detti NOMI PRIMITIVI (negli esempi precedenti, LATTE e ACQUA sono nomi PRIMITIVI).

Potete divertirvi a pensare voi a nomi che sono nati a partire da altri, cioè DERIVATI. Per esempio: quali nomi derivano da CARTA? Quali derivano da FIORE?

Ora, giocate con i nomi derivati: ho creato un cruciverba che potete risolvere al computer. Buon divertimento!

domenica 5 aprile 2009

Poesie

Alcune poesie sulla primavera, aprile e la Pasqua.

SORRISI

Guarda!
La nuvola bianca
e la nuvola rosa,
che ieri splendevano ai bordi del cielo,
stanotte sono cadute
sui rami del mandorlo,
sui rami nodosi del pesco
in piccole gocce minute
che ridono al sole dorato
di primavera.


PRIMULE (L. Heccher)

Protette dalla siepe sono fiorite ad un tratto,
all'orlo del sentiero, tra ciocche d'erba secca,
senza colore.
Il sole le ha chiamate, le ha risvegliate e le
primule, foglioline pallide della primavera, hanno
spalancato gli occhi e guardano in alto.
La terra scura sorride ravvivata...


LA PACE SI COSTRUISCE (Giovanni Paolo II)

Aprite gli occhi a visioni di pace!
Parlate un linguaggio di pace!
Fate gesti di pace!
Perché la pratica della pace
porta alla pace.
La pace si rivela e si offre
a coloro che realizzano,
giorno dopo giorno,
tutte quelle forme di pace
di cui sono capaci.


GEMME (Salvatore Quasimodo)

Ed ecco sul tronco
si rompono gemme:
un verde più nuovo dell'erba
che il cuore riposa.
E tutto mi sa di miracolo.


APRILE (Salvatore Quasimodo)

E già sulla muraglia dello stadio,
tra gli spacchi e i ciuffi d'erba pensile,
le lucertole guizzano fulminee;
e la rana ritorna nelle rogge.

UN BRUCO E LA FARFALLA (Roberto Piumini)

Un mattino d'aprile, disse il melo:
Bruco,
esci dal materasso,
esci dal buco,
vattene a spasso in cielo.
Il bruco si risvegliò.
Sentì fuori dal buco
un odore di fiori
e si mise a volare
nell'aria molle e fresca
verso i fiori del pesco.
Non era più un bruco
chiuso nel buco
ma una farfalla
libera e gialla
con due pallini uguali
nel centro delle ali.


PRIMAVERA CHE AVANZA (Vincenzo Cardarelli)

Di giorno in giorno avanza
l'irrompente stagione.
Gli alberi che vedemmo lungo il fiume
tutto un inverno nudi
hanno le foglie nuove e i tronchi neri.
Una vita incredibile e segreta
scorre in quei fusti umidi e adorni
di sì tenera chioma.

Metamorfosi

La farfalla subisce, nel corso della propria esistenza, trasformazioni nell'aspetto e nel modo di vivere e nutrirsi: l'insieme di tali trasformazioni è chiamato METAMORFOSI.

Prima di morire, la farfalla depone tante minuscole uova. Da queste nascono piccolissimi bruchi. I bruchi, voracissimi, si nutrono di foglie e crescono.

Divenuto abbastanza grande, un bruco si aggrappa a un ramoscello o alla corteccia di un albero con una specie di cordone creato con la propria bava; poi, sempre con sostanze emesse dalla bocca, si costruisce intorno un bozzolo, cioè un involucro resistente, all'interno del quale trascorrerà il tempo necessario a completare la trasformazione.

Il bruco dentro il bozzolo è detto crisalide: smette di nutrirsi e comincia a cambiare forma.

Lentamente, la crisalide comincia a trasformarsi in una farfalla. Il bozzolo si assotiglia: quando la farfalla è completa, lo rompe, esce e prende il volo.

La farfalla si nutre di nettare, che succhia dai fiori attraverso un organo apposito: la spiritromba. Vive generalmente per pochi giorni, ma prima di morire depone le uova, così quando il suo ciclo vitale si conclude, potrà avere inizio quello dei suoi discendenti.

sabato 4 aprile 2009

Domenica delle palme


Nel calendario liturgico cattolico la Domenica delle Palme, o Seconda Domenica di Passione, è celebrata la domenica precedente alla festività della Pasqua.
Questa festività è osservata non solo dai Cattolici, ma anche dagli Ortodossi e dai Protestanti.
In questo giorno la Chiesa ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme in sella ad un asino, osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma .
La folla, radunata dalle voci dell’arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre molti tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente gli rendevano onore.

In ricordo di questo, la liturgia della Domenica delle Palme si svolge iniziando da un luogo al di fuori della chiesa, dove il sacerdote benedice i rami di ulivo o di palma portati dai fedeli, quindi si dà inizio alla processione fin dentro la chiesa. Qui giunti, continua la celebrazione della Messa con la lunga lettura della Passione di Gesù.
Il racconto della Passione viene narrato da tre persone che rivestono la parte di Cristo, letta dal sacerdote, dello storico e del popolo.
In questa Domenica il sacerdote, al contrario di tutte le altre di Quaresima, tranne la quarta in cui può indossare paramenti rosa, è vestito di rosso.
Generalmente i fedeli portano a casa i rametti di ulivo e di palma benedetti, per conservarli quali simbolo di pace, scambiandone parte con parenti ed amici. In alcune regioni si usa che il capofamiglia utilizzi un rametto intinto nell’acqua benedetta durante la veglia pasquale per benedire la tavola imbandita nel giorno di Pasqua.
In molte zone d’Italia con le foglie di palma intrecciate vengono realizzate piccole e grandi confezioni addobbate, che vengono regalate o scambiate fra i fedeli in segno di pace.

Nel vangelo di Giovanni: 12,12-15, si narra che la popolazione abbia usato solo rami di palma che, a detta di molti commentari, sono simbolo di trionfo, acclamazione e regalità. Sembra che i rami di ulivo siano stati introdotti nella tradizione popolare a causa della scarsità di piante di palma, specialmente in Italia.
Nelle zone in cui non cresce l'ulivo, come l'Europa Settentrionale, i rametti sono sostituiti da fiori e foglie intrecciate.

Fonte: Wikipedia




J. Ensor, L'ingresso di Cristo a Bruxelles, 1888-1889

ll tema del quadro è di metafora religiosa e si riallaccia, parafrasandola, all' entrata in Gerusalemme: Gesù, giunto in città sul dorso di un asino, venne accolto da una folla numerosissima e festante.
Ensor trasporta il fatto dall'antica città sacra in una moderna metropoli tumultuosa e vociante. Attualizza l'evento confermando la continuità e l'eternità della verità cristiana.
La folla immensa che avanza a schiere parallele e che si perde sul fondo in una miriade di puntini, la folla che accompagna Cristo con la banda in uniforme come accogliendo un personaggio insigne di ritorno al paese natale, è composta da maschere grottesche, che esasperano i tratti di alcuni tipi.
La folla chiassosa è una massa anonima di fantocci, privi di anima e di idee, pronti a osannare Gesù oggi e ad ucciderlo domani, come è avvenuto duemila armi fa. Folla pronta ad essere strumento di poteri occulti, di un sovrano o di un dittatore.

Notizie su Ensor nel nostro Blog fratello.

Pasqua: poesia

pulcini pasquali
uovo di Pasqua
DALL'UOVO DI PASQUA

Dall'uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: "Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio".
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
"Viva la pace,
abbasso la guerra".




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