sabato 4 aprile 2009

Domenica delle palme


Nel calendario liturgico cattolico la Domenica delle Palme, o Seconda Domenica di Passione, è celebrata la domenica precedente alla festività della Pasqua.
Questa festività è osservata non solo dai Cattolici, ma anche dagli Ortodossi e dai Protestanti.
In questo giorno la Chiesa ricorda il trionfale ingresso di Gesù a Gerusalemme in sella ad un asino, osannato dalla folla che lo salutava agitando rami di palma .
La folla, radunata dalle voci dell’arrivo di Gesù, stese a terra i mantelli, mentre molti tagliavano rami dagli alberi di ulivo e di palma, abbondanti nella regione, e agitandoli festosamente gli rendevano onore.

In ricordo di questo, la liturgia della Domenica delle Palme si svolge iniziando da un luogo al di fuori della chiesa, dove il sacerdote benedice i rami di ulivo o di palma portati dai fedeli, quindi si dà inizio alla processione fin dentro la chiesa. Qui giunti, continua la celebrazione della Messa con la lunga lettura della Passione di Gesù.
Il racconto della Passione viene narrato da tre persone che rivestono la parte di Cristo, letta dal sacerdote, dello storico e del popolo.
In questa Domenica il sacerdote, al contrario di tutte le altre di Quaresima, tranne la quarta in cui può indossare paramenti rosa, è vestito di rosso.
Generalmente i fedeli portano a casa i rametti di ulivo e di palma benedetti, per conservarli quali simbolo di pace, scambiandone parte con parenti ed amici. In alcune regioni si usa che il capofamiglia utilizzi un rametto intinto nell’acqua benedetta durante la veglia pasquale per benedire la tavola imbandita nel giorno di Pasqua.
In molte zone d’Italia con le foglie di palma intrecciate vengono realizzate piccole e grandi confezioni addobbate, che vengono regalate o scambiate fra i fedeli in segno di pace.

Nel vangelo di Giovanni: 12,12-15, si narra che la popolazione abbia usato solo rami di palma che, a detta di molti commentari, sono simbolo di trionfo, acclamazione e regalità. Sembra che i rami di ulivo siano stati introdotti nella tradizione popolare a causa della scarsità di piante di palma, specialmente in Italia.
Nelle zone in cui non cresce l'ulivo, come l'Europa Settentrionale, i rametti sono sostituiti da fiori e foglie intrecciate.

Fonte: Wikipedia




J. Ensor, L'ingresso di Cristo a Bruxelles, 1888-1889

ll tema del quadro è di metafora religiosa e si riallaccia, parafrasandola, all' entrata in Gerusalemme: Gesù, giunto in città sul dorso di un asino, venne accolto da una folla numerosissima e festante.
Ensor trasporta il fatto dall'antica città sacra in una moderna metropoli tumultuosa e vociante. Attualizza l'evento confermando la continuità e l'eternità della verità cristiana.
La folla immensa che avanza a schiere parallele e che si perde sul fondo in una miriade di puntini, la folla che accompagna Cristo con la banda in uniforme come accogliendo un personaggio insigne di ritorno al paese natale, è composta da maschere grottesche, che esasperano i tratti di alcuni tipi.
La folla chiassosa è una massa anonima di fantocci, privi di anima e di idee, pronti a osannare Gesù oggi e ad ucciderlo domani, come è avvenuto duemila armi fa. Folla pronta ad essere strumento di poteri occulti, di un sovrano o di un dittatore.

Notizie su Ensor nel nostro Blog fratello.

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