sabato 24 ottobre 2009

Filosofi o scrittori?

Pensi di essere un filosofo oppure uno scrittore nato?
Se la scrittura creativa fa per te, visita il nostro Blog fratello.
Guarda come può essere divertente creare una video storia da pubblicare o condividere con i tuoi amici: quella seguente è stata creata sul sito Storybird.

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Siamo tutti filosofi?

La filosofia è innanzitutto una forza di interrogazione e di riflessione che verte sui grandi problemi della conoscenza e della condizione umana. (Edgar Morin, La tete bien faite)

Tutti gli uomini sono filosofi, perché in un modo o nell’altro assumono un atteggiamento nei confronti della vita e della morte. (Popper)

Lo sappiano o no, tutti gli uomini hanno una filosofia. Certo, può ben darsi che nessuna delle nostre filosofie valga un gran che, ma la loro influenza sui nostri pensieri e sulle nostre azioni è grande e spesso incalcolabile. (Popper)

La filosofia non è qualcosa di già fatto (…). In ogni uomo, la filosofia è una cosa che deve essere costruita con uno sforzo personale. (Xavier Zubiri, "Natura, Storia, Dio")

La filosofia è sempre una forma di alto dilettantismo, in cui qualcuno, per tanto che abbia letto, parla sempre di cose su cui non si è preparato abbastanza. (Umberto Eco)

Non importa quali metodi un filosofo possa usare, purché abbia un problema interessante e tenti sinceramente di risolverlo. (Popper)

La filosofia è una scienza molto importante nella vita: essa ci permette di accettare con un sorriso tutte le disgrazie che capitano agli altri. (Giancarlo Cazzaniga)
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P4C: filosofia per bambini


Filosofia e bambini sono ritenuti due mondi completamente diversi e lontani. Ma basta pensare a come è nata la Filosofia in Grecia per comprendere che l'atteggiamento di stupore dei primi filosofi, i loro sforzi per conoscere e comprendere il mondo, la loro ricerca di risposte a questioni fondamentali quali il valore della vita, il pensiero, il rapporto mente-corpo, la verità, la giustizia ... sono le stesse dei bambini di tutti i tempi.
L’infanzia è un periodo particolarmente fertile per l’apprendimento della Filosofia, perché è un periodo in cui ci si pone molte domande alle quali spesso i grandi non danno una risposta.

Il movimento educativo Philosophy for Children (Filosofia per bambini), in sigla P4C, è nato negli Stati Uniti verso la fine degli anni Sessanta grazie alle intuizioni di Matthew Lipman, un professore di logica alla Columbia University di New York.
Lipman ha cercato di dare una risposta a un problema che lui percepiva in modo molto forte: si era accorto che gli studenti non sapevano pensare criticamente e manifestavano grossi problemi ad affrontare la sua materia. Per questo motivo, si interrogò su come riuscire ad insegnare a pensare, come insegnare la logica a ragazzi e bambini. Lipman si servì di materiali appositamente strutturati, soprattutto racconti che costituissero una base di lavoro per esperienze educative in cui venisse messo in gioco il pensiero di tutti e di ciascuno attraverso la discussione, l’argomentazione, il dialogo.
L'insegnamento della Filosofia ai piccoli non è, ovviamente, un'anticipazione del tradizionale insegnamento di tipo liceale, ma l'utilizzo del metodo del dialogo per stimolare i bambini a una riflessione su contenuti filosofici propri del loro vissuto. Il ruolo del docente è quello di facilitatore, garante del clima di rispetto e della pertinenza delle risposte, a immagine del Socrate dei dialoghi platonici, che fa scaturire le conoscenze. Deve essere cura del conduttore creare una comunità di lavoro ed educare alla dimensione del lavoro cooperativo, all'interazione nel gruppo di pari per il raggiungimento di conoscenze e di abilità attraverso la cooperazione, il superamento del conflitto e la condivisione dei risultati.

Se siete bambine e bambini (da 6 a 106 anni), ecco dei bei libri che vi aiuteranno a riflettere e a trovare vostre risposte a domande che vi ponete da sempre:

Brenifier O., Che cos'e il bene? E il male?, Giunti Junior Firenze-Milano, 2006
Brenifier O., Che cos'e la vita?, Giunti Junior Firenze-Milano, 2006
Di Marco E., L'uomo più saggio del mondo La Nuova Frontiera, Roma, 2006.
Di Marco E., La caverna misteriosa La Nuova Frontiera, Roma, 2006
Gaarder J., C'e nessuno? Salani, Firenze, 1997
Gaarder J., Cosa c'e dietro le stelle? Salani, Milano, 2003
Gaarder J., Il castello delle rane Salani, Milano, 2004
Gaarder J., Il mondo di Sofia CDE, Milano, 2004
Lipman M., Il prisma dei perché(adattamento e cura di Antonio Cosentino) Liguori, Napoli, 2004
Lipman M., Pixie (Adattamento, cura e traduzione di Antonio Cosentino) Liguori, Napoli, 2004
Lipman M., Elfi Adattamento, cura e traduzione di Maura Striano) Napoli, 2004
Lipman M., Kio & Gus (Adattamento e cura di Marina Santi, traduzione di Paola Rizzi) Liguori, Napoli, 2002
Lipman M., Mark (Traduzione di Laura Masini (Adattamento di Sergio Bellagamba) Liguori, Napoli, 2004
Sharp A. M., L'ospedale delle bambole. (Adattamento, cura e traduzione di Maura Striano) Liguori, Napoli 2004

sabato 17 ottobre 2009

Lavoretto per Halloween: festone


Una proposta di lavoro divertente e semplice sul tema di Halloween, trovata in Internet: un festone da realizzare colorando, ritagliando e appendendo ad un filo teso alcune immagini.
Trovate le immagini qui sotto, quindi vi basterà aprirle (con un clic), salvarle e stamparle.

Zucca, teschio, gufo e gatto nero sono simboli tipici della festa di fine ottobre.





domenica 11 ottobre 2009

Lavoretto per Halloween


Se vuoi realizzare il lavoretto descritto nel video scarica, salva e stampa l'immagine che trovi in questo post. Fatti aiutare da una persona adulta per ritagliare, incollare e ottenere il risultato che potete vedere nel filmato. Buon divertimento!
L'idea è suggerita da Toy Maker.
Halloween

sabato 10 ottobre 2009

Halloween



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Le origini di Halloween risalgono agli antichi druidi celti.
Circa 2000 anni fa, i Celti vivevano nei Paesi che oggi conosciamo come Gran Bretagna, Irlanda e Francia.
Essi celebravano la vigilia del nuovo anno il 31 ottobre, giorno in cui cadeva la fine della stagione calda e aveva inizio la stagione delle tenebre e del freddo.
I Celti attendevano la stagione più buia dell'anno con grande timore e celebravano con rispetto e panico l'inizio del regno semestrale delle Tenebre, identificate con Samhain.
Non esistono testimonianze archeologiche o letterarie per poter affermare esattamente se Samhain indicasse solamente un periodo dell'anno o fosse una divinità vera e propria.
Per i Celti, che erano un popolo dedito all'agricoltura e alla pastorizia, la ricorrenza che segnava la fine dei raccolti e l'inizio dell'inverno assumeva una rilevanza particolare in quanto la vita cambiava radicalmente: le greggi abbandonavano i pascoli estivi e le persone si chiudevano nelle loro case per ripararsi nelle lunghe e fredde notti invernali, passando il tempo a raccontare storie e a dedicarsi a lavori di artigianato.
Si credeva che alla vigilia di ogni nuovo anno, il 31 Ottobre, tutte le leggi dello spazio e del tempo fossero sospese, permettendo al mondo degli spiriti di unirsi al mondo dei viventi.
I Celti ritenevano che i morti risiedessero in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata "Tir nan Oge" e ritenevano che a volte i morti potessero soggiornare assieme al Popolo delle Fate nelle basse colline che caratterizzano il territorio scozzese e irlandese. Essi pensavano che nella sera di vigilia del nuovo anno gli spiriti delle persone morte nei mesi precedenti tornassero sulla terra in cerca di nuovi corpi in cui vivere nell'anno che stava per iniziare.
Nei villaggi veniva spento ogni focolare per evitare che gli spiriti maligni venissero a soggiornavi. Per questo, veniva anche spento il Fuoco Sacro sull'altare, per essere riacceso il mattino seguente.
Il Nuovo Fuoco simboleggiava l'arrivo del Nuovo Anno: I Druidi si incontravano sulla cima di una collina in un'oscura foresta di querce, piante considerate sacre, per accendere il Nuovo Fuoco e offrire in sacrificio sementi e animali.
Danzando e cantando intorno al focolare fino al mattino, si sanciva il passaggio dalla stagione solare alla stagione delle tenebre.
Al mattino, i Druidi portavano le ceneri ardenti del fuoco presso ogni famiglia che provvedeva a riaccendere il focolare domestico.
Spegnere il fuoco simboleggiavava che la metà oscura dell'anno, associata alla morte, stava sopraggiungendo, mentre l'atto di riaccenderlo era simbolo di speranza e di ritorno alla vita.
Dopo i riti della notte del 31 Ottobre, i Celti, per tre giorni, usavano mascherarsi con le pelli degli animali offerti in sacrifico, per spaventare e allontanare gli spiriti. Vestiti con queste maschere grottesche ritornavano ai propri villaggi illuminando il cammino con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro.
Probabilmente, l'usanza del travestimento nella notte di Halloween ha origine in questa antica usanza.
Nella tradizione celtica le Fate erano spesso considerate esseri ostili e pericolosi dagli uomini che non gradivano di dover codividere con loro le proprie terre. Le leggende narrano che nella notte di Samhain le Fate fossero solite giocare brutti "scherzetti" agli umani, portandoli a perdersi nelle "colline delle Fate", dove rimanevano intrappolati per sempre. Per guadagnare il favore delle Fate era necessario offrire loro cibo o latte che veniva lasciato fuori dalle abitazioni.

Durante il primo secolo i Romani invasero la Bretagna e vennero a contatto con le celebrazioni legate a Samhain.
Anch'essi all'inizio di Novembre onoravano Pomona, la dea dei frutti e dei giardini. Durante questa festività venivano offerti frutti, soprattutto mele, alla divinità per propiziare la fertilità futura.
Col passare dei secoli il culto di Samhain e quello di Pomona si fusero e l’usanza dei sacrifici fu abbandonata, cedendo il posto all'offerta di effigi da bruciare e all'usanza di mascherarsi da fantasmi e streghe.

Quando il Cristianesimo si diffuse, le tradizioni celtiche e romane erano molto radicate e gli antichi riti continuarono ad essere celebrati anche da parte di chi si era convertito alla religione cristiana.
La Chiesa cattolica aveva difficoltà a sradicare gli antichi culti pagani, quindi tentò di sovrapporre e sostituire ad essi i propri, che avevano significati diversi.
Nell' 835 Papa Gregorio IV spostò la festa di Tutti i Santi dal 13 Maggio al primo Novembre, per sostituirla alle celebrazioni di origine celtica.
In inglese la vigilia si chiamava "All Hallows' Eve", che divenne poi "Halloween".
Anche così, l'influenza del culto di Samhain non fu sradicata e per questo motivo la Chiesa istituì nel decimo secolo una nuova festa: la commemorazione dei morti del 2 Novembre, in memoria delle anime degli scomparsi. I defunti venivano festeggiati dai loro cari che mascherandosi da santi, angeli e diavoli accendevano falò.

Nonostante la sostituzione delle festività cattoliche a quelle pagane, la tradizione che conosciamo come Halloween rimase viva a lungo in gran parte del continente europeo e venne portata nel nuovo mondo dai primi europei che emigrarono nel continente americano nel XVI e XVII secolo. I coloni provenivano inizialmente per la maggior parte dall'Inghilterra, dalla Germania, dalla Francia e dalla Scozia, seguiti nel secolo successivo da significative ondate immigratorie provenienti dall'Irlanda.
Ogni gruppo etnico manteneva ben salde le proprie tradizioni, le proprie festività e il proprio modo di celebrarle che, nonostante le peculiarità dovute alla diversa provenienza geografica, mantenevano elementi comuni.
In particolare, era convinzione comune che la notte di Halloween fosse un momento di annullamento di tutte le leggi, di quelle temporali e di quelle spaziali, di quelle umane e di quelle dell'Altromondo: in questa notte era lecito farsi beffe della morale comune, era possibile divinare e avere una visione del futuro, era legittimo sovvertire l'ordine costituito, era indispensabile modificare il proprio atteggiamento e il proprio punto di vista sulla realtà per permettere l'accesso alle forze che dominano gli altri piani dell'esistenza.

L'attuale festa di Halloween suscita, per motivi diversi, l'attenzione di prelati e sociologi, di studiosi delle tradizioni popolari e di giornalisti, ma soprattutto riscuote l'apprezzamento dei giovani e dei bambini. Questi ultimi trovano nell'occasione un mezzo per un divertente carnevale fuori stagione, un modo per gustare dolcetti e caramelle, e sono ai nostri giorni gli inconsapevoli custodi di una antica cerimonia sacra, che per essere tale non necessita né di razionalità né di eccessive spiegazioni, ma di un abbandono totale alla magia del momento, tanto più intensa quanto più condivisa.


sabato 3 ottobre 2009

Lavoretto per l'autunno

è autunno
Testa di spaventapasseri

Ecco un'idea simpatica per un lavoretto sul tema dell'autunno. L'immagine vi suggerirà come realizzarlo!
Come vedete, il viso è una busta di carta (potete riempirla con carta di vecchi giornali appallottolata); potete realizzare con cartoncino colorato occhi, naso, guance e cappello, mentre la bocca è disegnata con un pennarello. Per realizzare il cappello (cartoncino del colore preferito), potete stampare le sagome che trovate qui sotto; i capelli possono essere strisce di carta gialla o marrone o fili di paglia, se li avete. Sotto la testa, per nascondere l'estremità della busta, usate un pezzo di stoffa o carta avvolto come una sciarpa.




Crucipuzzle in lingua inglese
crucipuzzle

L'autunno è arrivato anche nel bellissimo Blog della maestra Marina e sul nostro Blog fratello (qui troverai anche un video che spiega l'alternarsi delle stagioni). Visitali!
Lo spaventapasseri è suggerito da Kaboose, un ottimo sito, che propone giochi e attività anche sul tema dell'autunno.


foglia

Autunno

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Ecco alcuni disegni da stampare e colorare: buon divertimento.