sabato 10 ottobre 2009

Halloween



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Le origini di Halloween risalgono agli antichi druidi celti.
Circa 2000 anni fa, i Celti vivevano nei Paesi che oggi conosciamo come Gran Bretagna, Irlanda e Francia.
Essi celebravano la vigilia del nuovo anno il 31 ottobre, giorno in cui cadeva la fine della stagione calda e aveva inizio la stagione delle tenebre e del freddo.
I Celti attendevano la stagione più buia dell'anno con grande timore e celebravano con rispetto e panico l'inizio del regno semestrale delle Tenebre, identificate con Samhain.
Non esistono testimonianze archeologiche o letterarie per poter affermare esattamente se Samhain indicasse solamente un periodo dell'anno o fosse una divinità vera e propria.
Per i Celti, che erano un popolo dedito all'agricoltura e alla pastorizia, la ricorrenza che segnava la fine dei raccolti e l'inizio dell'inverno assumeva una rilevanza particolare in quanto la vita cambiava radicalmente: le greggi abbandonavano i pascoli estivi e le persone si chiudevano nelle loro case per ripararsi nelle lunghe e fredde notti invernali, passando il tempo a raccontare storie e a dedicarsi a lavori di artigianato.
Si credeva che alla vigilia di ogni nuovo anno, il 31 Ottobre, tutte le leggi dello spazio e del tempo fossero sospese, permettendo al mondo degli spiriti di unirsi al mondo dei viventi.
I Celti ritenevano che i morti risiedessero in una landa di eterna giovinezza e felicità chiamata "Tir nan Oge" e ritenevano che a volte i morti potessero soggiornare assieme al Popolo delle Fate nelle basse colline che caratterizzano il territorio scozzese e irlandese. Essi pensavano che nella sera di vigilia del nuovo anno gli spiriti delle persone morte nei mesi precedenti tornassero sulla terra in cerca di nuovi corpi in cui vivere nell'anno che stava per iniziare.
Nei villaggi veniva spento ogni focolare per evitare che gli spiriti maligni venissero a soggiornavi. Per questo, veniva anche spento il Fuoco Sacro sull'altare, per essere riacceso il mattino seguente.
Il Nuovo Fuoco simboleggiava l'arrivo del Nuovo Anno: I Druidi si incontravano sulla cima di una collina in un'oscura foresta di querce, piante considerate sacre, per accendere il Nuovo Fuoco e offrire in sacrificio sementi e animali.
Danzando e cantando intorno al focolare fino al mattino, si sanciva il passaggio dalla stagione solare alla stagione delle tenebre.
Al mattino, i Druidi portavano le ceneri ardenti del fuoco presso ogni famiglia che provvedeva a riaccendere il focolare domestico.
Spegnere il fuoco simboleggiavava che la metà oscura dell'anno, associata alla morte, stava sopraggiungendo, mentre l'atto di riaccenderlo era simbolo di speranza e di ritorno alla vita.
Dopo i riti della notte del 31 Ottobre, i Celti, per tre giorni, usavano mascherarsi con le pelli degli animali offerti in sacrifico, per spaventare e allontanare gli spiriti. Vestiti con queste maschere grottesche ritornavano ai propri villaggi illuminando il cammino con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro.
Probabilmente, l'usanza del travestimento nella notte di Halloween ha origine in questa antica usanza.
Nella tradizione celtica le Fate erano spesso considerate esseri ostili e pericolosi dagli uomini che non gradivano di dover codividere con loro le proprie terre. Le leggende narrano che nella notte di Samhain le Fate fossero solite giocare brutti "scherzetti" agli umani, portandoli a perdersi nelle "colline delle Fate", dove rimanevano intrappolati per sempre. Per guadagnare il favore delle Fate era necessario offrire loro cibo o latte che veniva lasciato fuori dalle abitazioni.

Durante il primo secolo i Romani invasero la Bretagna e vennero a contatto con le celebrazioni legate a Samhain.
Anch'essi all'inizio di Novembre onoravano Pomona, la dea dei frutti e dei giardini. Durante questa festività venivano offerti frutti, soprattutto mele, alla divinità per propiziare la fertilità futura.
Col passare dei secoli il culto di Samhain e quello di Pomona si fusero e l’usanza dei sacrifici fu abbandonata, cedendo il posto all'offerta di effigi da bruciare e all'usanza di mascherarsi da fantasmi e streghe.

Quando il Cristianesimo si diffuse, le tradizioni celtiche e romane erano molto radicate e gli antichi riti continuarono ad essere celebrati anche da parte di chi si era convertito alla religione cristiana.
La Chiesa cattolica aveva difficoltà a sradicare gli antichi culti pagani, quindi tentò di sovrapporre e sostituire ad essi i propri, che avevano significati diversi.
Nell' 835 Papa Gregorio IV spostò la festa di Tutti i Santi dal 13 Maggio al primo Novembre, per sostituirla alle celebrazioni di origine celtica.
In inglese la vigilia si chiamava "All Hallows' Eve", che divenne poi "Halloween".
Anche così, l'influenza del culto di Samhain non fu sradicata e per questo motivo la Chiesa istituì nel decimo secolo una nuova festa: la commemorazione dei morti del 2 Novembre, in memoria delle anime degli scomparsi. I defunti venivano festeggiati dai loro cari che mascherandosi da santi, angeli e diavoli accendevano falò.

Nonostante la sostituzione delle festività cattoliche a quelle pagane, la tradizione che conosciamo come Halloween rimase viva a lungo in gran parte del continente europeo e venne portata nel nuovo mondo dai primi europei che emigrarono nel continente americano nel XVI e XVII secolo. I coloni provenivano inizialmente per la maggior parte dall'Inghilterra, dalla Germania, dalla Francia e dalla Scozia, seguiti nel secolo successivo da significative ondate immigratorie provenienti dall'Irlanda.
Ogni gruppo etnico manteneva ben salde le proprie tradizioni, le proprie festività e il proprio modo di celebrarle che, nonostante le peculiarità dovute alla diversa provenienza geografica, mantenevano elementi comuni.
In particolare, era convinzione comune che la notte di Halloween fosse un momento di annullamento di tutte le leggi, di quelle temporali e di quelle spaziali, di quelle umane e di quelle dell'Altromondo: in questa notte era lecito farsi beffe della morale comune, era possibile divinare e avere una visione del futuro, era legittimo sovvertire l'ordine costituito, era indispensabile modificare il proprio atteggiamento e il proprio punto di vista sulla realtà per permettere l'accesso alle forze che dominano gli altri piani dell'esistenza.

L'attuale festa di Halloween suscita, per motivi diversi, l'attenzione di prelati e sociologi, di studiosi delle tradizioni popolari e di giornalisti, ma soprattutto riscuote l'apprezzamento dei giovani e dei bambini. Questi ultimi trovano nell'occasione un mezzo per un divertente carnevale fuori stagione, un modo per gustare dolcetti e caramelle, e sono ai nostri giorni gli inconsapevoli custodi di una antica cerimonia sacra, che per essere tale non necessita né di razionalità né di eccessive spiegazioni, ma di un abbandono totale alla magia del momento, tanto più intensa quanto più condivisa.


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