mercoledì 24 novembre 2010

Il reticolo geografico

La presentazione sulle coordinate geografiche è stata utilizzata durante una lezione di Geografia, con l'aiuto della lavagna interattiva.
Ovviamente, può essere utile solo se accompagnata da una spiegazione orale.
Purtroppo, quando l'ho caricata su Authorstream alcune animazioni sono state modificate o perse, così come l'impaginazione corretta e i caratteri alfabetici originali. Tuttavia, spero possa essere utile a qualcun altro e servire per un ripasso da parte degli alunni.
Per far avanzare la presentazione è necessario cliccare sulla freccia verso destra presente in basso (attenzione: prima di passare da una diapositiva a quella successiva, bisogna attendere la fine degli effetti di animazione).

domenica 14 novembre 2010

I diritti dei bambini

Gli adulti hanno riflettuto a lungo su quali necessità hanno le bambine e i bambini e che cosa è importante per loro.
Un gruppo di adulti di molti diversi Paesi del mondo si è occupato a lungo di questo difficile e importante compito. Si chiamava «Gruppo di lavoro della Commissione dei Diritti dell’Uomo».
Dopo anni di discussioni, questo gruppo ha scritto un testo, che è stato concluso nel 1990 e si chiama «Convenzione Internazionale sui Diritti dell'Infanzia». Le nazioni che sono d’accordo con i contenuti della Convenzione la firmano e la ratificano. Ratificare significa che i paesi si impegnano a rispettare i diritti scritti nel testo. È come quando fai una promessa a qualcuno: se l'intendi seriamente, farai di tutto per mantenerla.

Leggi il testo della Convenzione internazionale sui diritti dei bambini , pubblicato sul sito dell'Unicef.

mercoledì 3 novembre 2010

Uno scolaro sumero racconta...


Questo è il racconto di una tipica giornata di uno scolaro sumero, ritrovato su una tavoletta, che dimostra quanto fosse severa e rigida l'educazione scolastica.

Quando mi alzavo presto la mattina, mi volgevo a mia madre e le dicevo:
"Dammi la colazione, devo andare a scuola!"
Mia madre mi dava due focacce e io uscivo;
mia madre mi dava due focacce e io andavo a scuola.
A scuola l'incaricato della puntualità diceva:
"Perché sei in ritardo?"
Io ero impaurito e il cuore mi batteva,
entravo davanti al mio maestro e facevo l'inchino.
Il mio direttore leggeva la mia tavoletta, diceva:
"Ci manca qualcosa", mi bastonava.
L'incaricato del silenzio diceva:
"Perché parlavi senza permesso?", mi bastonava.
L'incaricato della condotta diceva:
"Perché ti sei alzato senza permesso?", mi bastonava.
L'incaricato della frusta diceva:
"Perché hai preso questo senza permesso?", mi bastonava.
L'incaricato di sumerico diceva:
"Perché non hai parlato sumerico?", mi bastonava.
Il mio maestro diceva:
"La tua mano non è buona", mi bastonava.

(Fonte: Wikipedia)

La civiltà dei Sumeri

La Mesopotamia è una regione dell'Asia nella quale fa molto caldo e non piove quasi mai. Ci sono, però, due fiumi importanti: il Tigri e l’Eufrate. Il nome Mesopotamia, infatti, significa "Terra fra due fiumi".
Il territorio
Nel sud della Mesopotamia, circa 5500 anni fa, si stabilì il popolo dei Sumeri. Il territorio in cui essi decisero di vivere era occupato da paludi, cioè da terreno fangoso e umido. I Sumeri lo bonificarono, cioè lo resero asciutto e coltivabile. Per fare ciò essi osservarono i fiumi: in alcuni periodi dell'inverno e della primavera l’acqua era molto abbondante, perciò straripava, cioè inondava, allagava, i terreni vicini e distruggeva i raccolti.
I Sumeri costruirono canali, argini e dighe per evitare che i fiumi danneggiassero i campi coltivati e per conservare l'acqua per i periodi in cui non pioveva e i fiumi erano in secca.
I canali: sono scavi. L’acqua entra nei canali e non allaga i campi; essa può così essere portata e usata anche nei campi lontani dal fiume.
Gli argini: sono muri fatti di terra (o mattoni) costruiti lungo le rive dei fiumi per non fare uscire l’acqua.
Le dighe: sono muri alti. Fermano l’acqua di un fiume e la fanno andare in un lago artificiale, costruito dall’uomo. L’acqua raccolta è utilizzata in estate, quando ce n'è poca nei fiumi.

Le attività economiche
I Sumeri hanno utilizzato l’aratro. I buoi trainavano, cioè tiravano, l’aratro. Con l’aratro gli agricoltori sumeri aravano (lavoravano) i campi e seminavano.
I prodotti coltivati erano: i cereali (orzo, grano), i legumi (piselli), gli ortaggi, il cotone, le piante da frutto.
I Sumeri allevavano i buoi, le pecore, le capre, i maiali e gli asini.
I Sumeri erano anche cacciatori e pescatori.
I Sumeri erano anche dei bravissimi artigiani. Producevano stoffe di lana, vestiti, ceramiche, gioielli, armi, utensili, cioè gli attrezzi per lavorare pietra, legno e metalli. In Mesopotamia però non c’erano i metalli, le pietre o il legname, cioè le materie prime necessarie per il lavoro degli artigiani. Perciò i mercanti sumeri andavano a prendere le materie prime in altri Paesi. Nello stesso tempo in quei Paesi portavano e vendevano i loro prodotti. Per questo motivo il commercio era molto sviluppato. I mercanti sumeri viaggiavano su battelli o piccole barche a vela lungo i fiumi o a piedi; i carri o gli asini trasportavano le merci.



Le città
I Sumeri costruivano le città vicino ai fiumi e ai canali. Intorno alle città c’erano le mura per proteggere gli abitanti dai nemici o dall’acqua dei fiumi quando straripavano.
Ogni città aveva un suo capo e le sue leggi, come uno stato. Perciò si chiamano città-stato.
Le costruzioni più importanti delle città sumere erano il palazzo del re e il tempio, che si chiamava ziggurat.
Il tempio era molto grande e si vedeva da lontano. Sulla cima della ziggurat:
● i sacerdoti celebravano i riti, cioè compivano azioni e recitavano preghiere per dimostrare rispetto agli dei;
● i sacerdoti osservavano le stelle e i movimenti dei pianeti.
All’interno della ziggurat c’erano:
● i magazzini per conservare i raccolti e le merci;
● i laboratori degli artigiani;
● le botteghe dei commercianti.
Quindi la ziggurat era anche il centro economico della città, cioè il luogo dove gli artigiani producevano e i commercianti vendevano i prodotti.

Le case
Le abitazioni delle persone povere avevano una o due stanze. L’orto era sul retro. Le case delle famiglie ricche erano a due piani e avevano più stanze. Il cortile era dentro. Avevano poche finestre, che non si affacciavano verso la strada. I mobili erano: il letto, le sedie, gli sgabelli, le cassepanche e le ceste per conservare la biancheria di casa, gli abiti, i gioielli.

Il governo e la società
Come abbiamo detto, ogni città sumera era uno Stato. Inizialmente era governata da un sacerdote. In seguito, fu governata da un re.
Il re era il capo. Vi erano poi i sacerdoti, i nobili (persone ricche e considerate importanti), i funzionari (persone che aiutavano il re ad amministrare la città), gli scribi (persone istruite che sapevano leggere, scrivere e fare le operazioni aritmetiche) e i militari.
Il re prendeva le decisioni per tutti i suoi sudditi, dettava le leggi. Se i sudditi non obbedivano alle leggi, decideva le punizioni. Il re comandava l’esercito. Per i suoi sudditi rappresentava gli dei in terra.
I sudditi più importanti erano:
● i sacerdoti: facevano funzionare il tempio e organizzavano le cerimonie religiose;
● i nobili: amministravano i terreni (al posto del re);
● i funzionari e gli scribi: controllavano i documenti, riscuotevano le tasse, raccoglievano i prodotti della terra da conservare nei magazzini ...
● i militari: difendevano il territorio.
Gli altri sudditi erano: i commercianti, gli artigiani, i contadini, gli allevatori.
Infine vi erano gli schiavi, uomini e donne che erano diventati prigionieri in guerra o che non potevano pagare i debiti.

L’invenzione della ruota
Gli artigiani sumeri inventarono anche la ruota. All’inizio usavano la ruota per fare i vasi più velocemente. Poi costruirono anche i carri con le ruote. Perciò le persone e le merci potevano viaggiare con grande facilità!

L'invenzione della scrittura
Nel 3200 a.C. (circa 5200 anni fa) circa i Sumeri hanno inventato la scrittura.
Per loro era indispensabile, cioè era assolutamente necessario, contare e registrare tutte le merci che arrivavano al tempio dalle campagne, il bestiame(cioè l’insieme di tutti gli animali domestici, come i buoi, le mucche, le pecore…), i manufatti (cioè gli oggetti costruiti dagli artigiani). Dovevano trovare il modo di poter ricordare quali e quanti prodotti arrivavano, contare le merci vendute o comprate...
I Sumeri all’inizio facevano dei segni sulle tavolette di argilla. L’argilla si può segnare facilmente, perché non è troppo dura. Le tavolette di argilla erano per i Sumeri come un blocco di appunti per te.
Ecco i tre momenti di questa importante invenzione:
1. in un primo momento furono inventati i pittogrammi, cioè piccoli disegni degli oggetti: per esempio le spighe indicavano il grano o altri cereali;
2. in un secondo momento i Sumeri hanno avuto bisogno di inventare un altro modo e altri segni per indicare le idee. Il disegnino della “bocca”, per esempio, poteva anche voler dire “parlare”; il disegno di un piede poteva significare "andare": furono cioè inventati gli ideogrammi, disegni che rappresentavano un concetto (un'azione, un'idea);
3. infine, dato che non era facile disegnare sull’argilla, si diffuse l'abitudine di disegnare immagini semplificate, composte da piccoli triangoli con la forma di cuneo, che era il bastoncino usato per scrivere. Per questo motivo la scrittura dei Sumeri ha preso il nome di cuneiforme.
Al tempo dei Sumeri era molto difficile imparare a scrivere perché c’erano 600 ideogrammi diversi! La persona che voleva imparare a scrivere doveva andare a scuola per molti anni e alla fine diventava scriba.

La religione
I Sumeri erano politeisti, cioè credevano in molti dei (circa cento).
Le divinità più importanti erano: Anu dio del cielo, Enlil dio dell’aria, Inanna dea della terra ed Enki dio dell’acqua. Cielo, aria, terra, acqua sono i quattro elementi della natura.
Ogni città aveva un suo dio protettore e la città apparteneva a quel dio.
Nel tempio il popolo andava a pregare gli dei.
Nell’antica Mesopotamia se la divinità del tempio era maschile, il sommo sacerdote, cioè il sacerdote più importante, era una donna, mentre se la divinità era femminile, il sommo sacerdote era un uomo.


Puoi svolgere un'attività divertente per conoscere i Sumeri nel Portale dei bambini .

domenica 24 ottobre 2010

Per fare poesia


Roberto Piumini è stato insegnante, sceneggiatore, burattinaio e attore; ha lavorato per la televisione e per il cinema. Scrive poesie e organizza attività per bambini. Qui ci spiega come si fa la poesia.

Per fare la poesia

Per far la poesia
si prende una p
come pialla, pasta, pietra;
poi si prende una o
come ora, ombra, orizzonte;
poi si prende una e
come erba, edera, esilio;
poi si prende una s
come sole, sale, silenzio;
poi si prende una i
come io, isola, Icaro;
poi si prende una a
come acqua, arancia, ala;
poi si mettono insieme
senza odio, senza noia,
senza fretta, senza rabbia,
senza malinconia.


In quarta B abbiamo provato a scrivere una ricetta per fare poesia e a spiegare che cosa sia, per noi, la poesia.

Ricetta per fare la poesia

Prendete una
parola, prendetene due
fatele cuocere come se fossero fettine
scaldate a fuoco veloce
versate frullato di fantasia
spolverate con qualche fiore
mettete peperoncino extrapiccante
e fate andare come una farfalla.
(Federica G.)


Poesia

Con gli occhi brillanti
con dita d'arcobaleno colorate
odo pensieri meravigliosi e delicati
annuso parole dai mille profumi
assaporo versi armoniosi.
(Elena)


Poesia

Con gli occhi nelle stelle
con le dita nel mondo
odo pensieri vivaci
annuso parole dolci
assaporo latte e miele.
(Ilaria)

Provate voi!
(... e inviateci il vostro risultato sotto forma di commento, se volete)

Ricetta per fare la poesia

Prendete una
parola, prendetene due
fatele cuocere come ...
scaldate ...
versate ...
spolverate ...
mettete ...
e fate andare ...


Poesia

Con gli occhi ...
con le dita ...
odo pensieri ...
annuso parole ...
assaporo ...

sabato 2 ottobre 2010

Decorazione autunnale

Ecco, dopo lo spaventapasseri di ieri, un nuovo lavoretto autunnale da realizzare con carta, forbici, colla (e stampante!), oppure con pezzi di stoffa ... a seconda dei vostri gusti e dei materiali a disposizione.
Salvate e stampate le sagome delle foglie e del fiocco, riportatele su cartoncino o tessuto, possibilmente con colori adatti alla stagione, disponetele in cerchio e create una decorazione simile a quella che trovate illustrata in alto.
(Se la proposta vi piace e volete inserirla in un vostro sito o blog, per favore, inserite un collegamento a Scuola di pensiero).
Happy Fall!









venerdì 1 ottobre 2010

Ottobre






Mattini d'Ottobre

Di giorno in giorno il sole
si fa sempre più pallido.
E' un pallore che fiacca i nervi
e l'anima rattrista:
un'agonia di luce che si spegne
un singhiozzo che muore.
(Vincenzo Cardarelli)


Notte d'ottobre

Notte d'ottobre fresca ancor di pioggia,
mentre le nubi pendono sul mare
come colli ricurvi, e sopra d'esse
splende la luna pallida per nebbie!
E sembrano le nubi sopra il mare
isolette divise dalla luce,
arcipelago vano sopra il mare.
Tali le cose della nostra vita;
piccole, lievi, sopra immensi abissi.
(L. Siciliani)



domenica 19 settembre 2010

Lavoretto: decorazioni con uccellini di carta








Suggerimento per lavoretti con la carta con i quali decorare una cameretta, un'aula ... o l'ambiente che preferite.
Come prima cosa, cliccate sul modello proposto (l'immagine in bianco e nero che rappresenta un uccellino stilizzato, le sue alucce e il becco); l'immagine del modello può essere salvata nel computer e stampata. Una volta stampato, ritagliate il modello e otterrete delle sagome che possono essere riportate sul tipo di carta che preferite: carta da regalo, carta dipinta da voi, cartoncino leggero colorato ... o anche su pezzi di stoffa. Otterrete due parti che dovrete incollare l'una all'altra; attenzione, però: incollate le due parti facendo in modo che all'interno resti una parte vuota, che imbottirete con ovatta o con pezzetti di carta strappati a mano o ottenuti da fogli vecchi ridotti a pezzettini da una macchinetta per la distruzione di documenti (ecco un modo per riutilizzare la carta)... Chiudete le due parti e incollate su di esse le alucce (meglio se ritagliate su carta di colore contrastante o comunque diverso) e il becco. Infine, ricordate di disegnare gli occhi o di incollarli, usando carta, bottoni, perline...
Se siete pigri e avete una stampante a colori, potetestampare direttamente i modelli colorati che trovate qui. Se le istruzioni non sono abbastanza chiare, date un'occhiata alle due illustrazioni qui sotto: basta capire che le due sagome del corpo dell'uccellino devono essere ritagliate e incollate lungo i bordi, poi imbottite e chiuse del tutto. Le alucce, il becco e gli occhi dovranno essere incollati in seguito.
Il tocco finale può essere un nastrino legato al collo dell'uccellino.


Buon divertimento!

Per le mie colleghe blogger: se l'idea vi piace, per favore, inserite nel vostro sito un link a Scuola di pensiero, non limitatevi a copiare le immagini, mi sono costate un po' di lavoro. Grazie.

mercoledì 15 settembre 2010

Ritorno a scuola!

Glitter Graphics


Forse qualcuno non è molto felice! Le belle vacanze sono terminate e dobbiamo riprendere il lavoro scolastico.
Chi si sente simile al personaggio della filastrocca che trovate qui sotto?

Gigino pigrone ( di Albina Scavuzzo)

Il lunedì Gigino protesta:
«Non vado a scuola, son stanco per la festa».
Il martedì Gigino strilla:
«Mi sento male, voglio la camomilla».
Il mercoledì Gigino pesta i piedi:
«Ho il raffreddore, mamma, non ci credi?».
Il giovedì Gigino grida: «Non posso
andare a scuola con questo naso rosso!»
Il venerdì Gigino dice: «Vedrò
di andare a scuola domani, almeno un po '».
Il sabato Gigino dice: «Perché
andare a scuola, se solo un giorno c'è?».
La domenica Gigino sospira: «Peccato,
oggi a scuola... sarei proprio andato!».


Se vi sentite simili a Gigino Pigrone, provate a riflettere sui prossimi versi.

Se...

Se tutto l'anno fosse
di allegre vacanze,
divertirsi sarebbe
più noioso che lavorare.

Glitter Graphics
Glitter Graphics

mercoledì 25 agosto 2010

Frutti divertenti





La mela più rossa si chiama Redlove ed è stata ottenuta attraverso incroci col pomodoro, in modo naturale, quindi non è un organismo geneticamente modificato. Contiene principi nutritivi in quantità superiore rispetto a una mela comune ed è ottima anche cotta o utilizzata in dolci e torte.
Sempre in modo naturale, sono stati ottenuti - in Cina e in Giappone - altri due frutti curiosi: l'anguria cubica (per stare meglio in frigorifero?) e le pere a forma di Buddha.

martedì 24 agosto 2010

Estate: poesie

Decorazione estiva
Le vacanze estive sono quasi al termine, ma l'estate ha tutte le intenzioni di tenerci compagnia a lungo, con la sua luce abbacinante, i pomeriggi afosi interminabili ...
Alcune poesie dedicate alla stagione più attesa dell'anno.






Estate

Nei mesi estivi il solleone rende i muri così abbaglianti

che a fissarli vien sonno: tende gialle e rosse si abbassano

sui negozi; il nastro di cielo che s'allunga fra due strisce

parallele di tetti è una lamina di metallo rovente.

Dolce è non far niente, accucciati sulle pietre roventi,

respirando il caldo.

Ada Negri

Bambini sulla spiaggia

I bambini s’incontrano

sulla spiaggia di mondi sconfinati.

Su di loro l’infinito cielo

è silenzioso, l’acqua s’increspa.

Con grida e danze s’incontrano

i bambini

sulla spiaggia di mondi sconfinati.

Fanno castelli di sabbia

e giocano con vuote conchiglie.

Con foglie secche intessono

barchette

e sorridenti le fanno galleggiare

sull’immensa distesa del mare.

Rabindranath Tagore


Meriggio d’estate

Silenzio! Hanno chiuso le verdi

persiane delle case.

Non vogliono essere invase.

Troppe le fiamme

della tua gloria, o sole!

Bisbigliano appena

gli uccelli, poi tacciono, vinti

dal sonno. Sembrano estinti

gli uomini, tanto è ora pace

e silenzio... Quand'ecco da tutti

gli alberi un suono s'accorda,

un sibilo lungo che assorda,

che solo è così: le cicale.

Umberto Saba


D'Estate

Le cavallette sole

sorridono in mezzo alla gramigna gialla.

I moscerini danzano al sole

trema uno stelo sotto una farfalla.

G.Pascoli


Estate in città

Afa. Inerzia. Pènzolano roventi

le tende di tela grigia

dei caffè, dove le tazze

si colmano di bibite diacce

febbrili di spume,

e la bramosìa rossa delle facce

si curva rapida su quelle gocce d'inverno

sperdute

in mezzo all'arido furore dell'estate.

E fuori, implacabile,

la brutalità bianchissima della luce

che strozza le pupille.

E fuori, ad uscire dall'ombra,

tutta la piazza enorme come

schiaffo di luce.

L. Fiumi



domenica 28 marzo 2010

Fioritura di Marzo

Fiorita di Marzo

La fioritura vostra è troppo breve,
o rosei peschi, o gracili albicocchi
nudi sotto i bei petali di neve.
Troppo rapido il passo con cui tocchi
il suolo, e al tuo passar l'erba germoglia,
o Primavera, o gioia dei miei occhi.
Mentre io contemplo, ferma sulla soglia
dell'orto, il pio miracolo dei fiori
sbocciati sui rami senza foglie,
essi, nei loro tenui colori,
tremano già del vento alla carezza,
volan per l'aria densa di languori;
e se ne va così la tua bellezza,
come una nube, e come un sogno muori,
o fiorita di Marzo, o giovinezza..
(Ada Negri)

È giunto il tempo della fioritura: gli albicocchi, i peschi e altri alberi si riempiono di fiori bianchi o rosa che disegnano nuvole sui loro rami ancora senza foglie. È il miracolo della Primavera, che fa germogliare erbe e fiori e ci dà gioia con lo spettacolo della natura che si risveglia.
La poetessa lombarda Ada Negri (1870-1945) descrive questa meraviglia e lo stupore che ci coglie davanti allo spettacolo delle piante in fiore. Poi esprime una riflessione: tutte le cose belle durano soltanto per poco tempo, proprio come la fioritura primaverile degli alberi. I fiori coprono i rami, ma immediatamente il vento porta via i loro petali delicati e profumati.
Anche la nostra giovinezza, dice la poetessa, passa in fretta, senza che noi che ne accorgiamo, come la fioritura di Marzo.

venerdì 26 marzo 2010

Il fiume: introduzione

Il fiume


Clicca sulle frecce rivolte verso destra per far avanzare la presentazione. Puoi ingrandire le immagini a tutto schermo; al termine, premi "Esc" sulla tastiera per chiudere.

Per approfondire, scarica i documenti seguenti, cliccando sui collegamenti.

Come si forma una sorgente.
Le parole del fiume
.

domenica 21 marzo 2010

Pasqua: lavoretti con la carta





Pasqua è vicinissima. Chi vuol preparare qualche regalino o decorazione in breve tempo può trovare aiuto in Internet: le proposte semplici e graziose sono tante; per alcune di esse basta accendere la stampante e seguire poche istruzioni.