domenica 31 gennaio 2010

Lavoretto per San Valentino






Su un sito statunitense ho trovato un'idea graziosa per quanti vorrebbero festeggiare San Valentino: una catena di cuori di cartoncino rivestiti di stoffe con fantasie diverse, legati da un nastro, da appendere a pareti o finestre. Ho pensato che la stoffa potrebbe essere sostituita da carta colorata. Anzi, ho realizzato alcuni modelli con un programma di grafica; possono essere salvati e stampati.





Il testo narrativo: mappa

Ecco una mappa che riassume in modo schematico alcuni concetti essenziali riguardanti il testo narrativo. Non tentate di leggerla così come appare nell'immagine sopra l'articolo! Cliccateci sopra per ingrandirla. Per tornare al Blog, cliccate sul pulsante "Indietro" del vostro programma* per la navigazione in Internet (in alto, a sinistra, rappresenta una freccia con la punta verso sinistra).
Come vedete, la mappa riassume soltanto pochi concetti relativi al testo narrativo; sicuramente potrebbe essere arricchita e integrata. Ad esempio: su inizio, svolgimento e conclusione di un testo narrativo possono essere date informazioni che qui mancano; inoltre, non è rappresentata la suddivisione del testo in sequenze ... Potreste completare lo schema dopo averlo salvato. Quali parti integrereste?
La mappa è stata creata on line, sul sito Gliffy.

* A proposito, spero navighiate con Firefox!

sabato 30 gennaio 2010

Winter crafts






Con i modelli che trovate in questo articolo (da salvare, stampare, ritagliare, incollare o riportare su cartoncino, colorare ...) si possono ricavare alcune decorazioni invernali molto semplici e carine. Per cominciare ... un clic sul modello che volete utilizzare. I bambini devono farsi aiutare da un adulto. Buon divertimento!

Sul sito Kiddley ho trovato un suggerimento molto carino per una decorazione che, secondo me, può essere adattata al Carnevale.
Quando ero una scolara alle Elementari, la mia maestra, per Carnevale, ci faceva costruire catenelle lunghissime con le stelle filanti: ritagliavamo strisce colorate e formavamo degli anelli, infilandoli l'uno nell'altro. Niente di più semplice.
Vedendo la catena di pupazzi di carta su Kiddley, però, ho pensato che una catena di bambolotti di carta mascherati sarebbe un'idea più spiritosa e, soprattutto, che i bambini possano divertirsi di più, dovendo personalizzare il lavoro, mettendo in campo la propria creatività.
Stampate i modelli, realizzate la catena (la sagoma della bambolina va riportata sulla parte esterna di un nastro di carta ripiegato varie volte e poi ritagliata, stando attenti a non tagliare però i "polsi"; si ottiene una catena di sagome che si tengono per mano). Vestite (in maschera), colorate, truccate e decorate le bambole. Buon divertimento!

Kiddley suggerisce di "vestire" le bambole con ritagli di stoffa, come vedete nell'immagine qui sotto. Io penso che le bamboline potrebbero essere mascherate se vogliamo utilizzare la catena come decorazione carnevalesca.


venerdì 29 gennaio 2010

Inverno



Il gelo


La terra era squallida e grigia
e grigio e monotono il cielo;
l'inverno riaprì la valigia
e poi disse al gelo:
«Ricama con mano gentile
quest'umida nebbia sottile! ».
Il gelo si mise al lavoro;
sui penduli rami tremanti profuse,
con arte, un tesoro
di perle e di diamanti,
e, all'alba del nuovo mattino,
la terra fu tutta un giardino.
Il sole dai monti si affaccia
i candidi fiori a guardare;
la nebbia fumosa discaccia,
li viene a baciare;
e allora si rompe l'incanto...
i fiori si sciolgono in pianto!

(Rosalia Calleri)


Ultimi giorni di Gennaio: i giorni della merla


Volete sapere perché gli ultimi tre giorni di Gennaio, fra i più freddi dell'inverno, sono detti "della merla"? Sul bel Blog della maestra Laura c'è una leggenda che vi consiglio di leggere.
La maestra Laura ci ha segnalato (grazie, Laura) un concorso promosso da nonna Anna, Blogger torinese con la passione dei racconti per bambini. Dunque, chi volesse scrivere una favola da pubblicare su questo Blog e partecipare al concorso di scrittura, invii il proprio testo attraverso un commento a un mio articolo. Forza, però: inventate e scrivete!

giovedì 28 gennaio 2010

Filo spinato

Su un acceso rosso tramonto,
sotto gli ippocastani fioriti,
sul piazzale giallo di sabbia,
ieri , oggi , i giorni sono tutti uguali,
belli come gli alberi fioriti.
E’ il mondo che sorride
e io vorrei volare. Ma dove ?
Un filo spinato impedisce
che qui dentro sboccino fiori.
Non posso volare.
Non voglio morire.
(Peter, bambino deportato dai nazisti)

Poco più di sessanta anni fa, quando erano piccoli o stavano per nascere i vostri nonni, in Italia e in Germania c’erano due governi guidati da uomini che non lasciavano nessuna libertà al popolo: due dittatori. In Italia, il capo del governo si chiamava Mussolini e aveva fondato un movimento politico chiamato Fascimo; in Germania, il capo era Hitler, che aveva fondato il partito nazista.
Hitler era convinto che gli esseri umani non fossero tutti uguali, ma fossero divisi in razze e che esistesse una razza – la “ariana” – superiore, cioè migliore di tutte le altre. Naturalmente, la razza ariana era quella che comprendeva i tedeschi e una parte degli altri europei. Africani, slavi – soprattutto gli zingari – ed ebrei, invece, secondo lui erano esseri inferiori, che non meritavano di vivere come gli altri.
Mussolini, amico e alleato di Hitler, appoggiava queste idee.
In Germania e in Italia vennero approvate leggi contro gli ebrei, per impedire loro di svolgere certi lavori e professioni o frequentare scuole e università: insomma, per rendere loro la vita molto difficile. Ma questo, per Hitler, non era ancora sufficiente: decise di creare prigioni orribili, campi di lavoro forzato, dove rinchiudere tutti gli ebrei, costringerli a lavorare duramente, far soffrire loro il freddo, la fame e ogni genere di umiliazione. Hitler e i capi nazisti, in realtà, non volevano soltanto infliggere sofferenze terribili agli ebrei: volevano che questo popolo scomparisse dal pianeta.
In Germania, in Italia e in tutti i paesi che Hitler aveva fatto invadere dai suoi soldati (scatenando la seconda guerra mondiale), gli ebrei venivano arrestati, caricati su treni e trasportati nei campi allestiti dai nazisti. La stessa sorte toccò a tanti zingari, a persone di pelle nera, ma anche a disabili – cioè persone con malattie gravi che avrebbero avuto bisogno di molte cure e aiuto – e a persone che avevano idee politiche diverse da quelle dei nazisti e fascisti.
La persecuzione, le sofferenze e la morte di milioni di ebrei innocenti, uomini, donne, giovani, adulti, anziani e bambini è ricordata col nome di “Shoah”: è un termine ebraico che significa “annientamento“, “sterminio“.
Il “GIORNO DELLA MEMORIA“, che viene celebrato ogni 27 gennaio, serve proprio a non dimenticare gli orrori di allora, per saper scegliere di evitare nuove sofferenze oggi, ad altri popoli e ad altre persone, in qualsiasi parte del mondo.
Ma la strada verso la giustizia e la pace è ancora lunga: basta guardare a quante guerre e persecuzioni sono ancora in atto in ogni continente del mondo. Occorre proprio l’impegno di tutti noi.

Chi sono gli Ebrei

Gli ebrei NON SONO UNA RAZZA. Oggi gli scienziati affermano che non esistono razze umane, perché gli uomini sono TUTTI UGUALI, qualunque lingua parlino, qualunque sia il colore della loro pelle, qualunque sia la loro religione.
Gli ebrei sono un popolo con una storia particolare. Migliaia di anni fa hanno dovuto abbandonare la propria terra e da allora hanno vissuto una buona parte della loro storia tra altre genti, in punti diversi del mondo, tra culture e lingue diverse, continuando però a custodire le proprie idee e la propria religione.
Negli oltre duemila anni di vita nei Paesi più disparati gli ebrei hanno mantenuto i loro usi e costumi, la lingua (quella ebraica), la cucina, le preghiere e lo studio della Torà, un loro testo sacro.Oggi, gli Ebrei hanno una nazione, chiamata Israele, ma tanti di loro vivono ancora in diversi altri paesi del mondo.Secondo la legge ebraica, è ebreo chiunque sia nato da madre ebrea o si sia convertito all’ebraismo. La definizione non è però così semplice, perché l’ebraismo non è solo una religione, ma soprattutto una pratica di vita, e l’ebreo non è un fedele isolato ma è una parte di un unico popolo.

lunedì 25 gennaio 2010

Carnevale: stampa e colora





Ecco alcune maschere da stampare, colorare, ritagliare: praticando due piccoli fori ai lati, si può utilizzare un elastico per tenerle sul viso. Una mascherina può essere incollata su cartoncino per divenire più resistente. Con un po' di fantasia, la si può ornare con porporina, glitter, piume, nastri, pizzi.
i modelli sono stati scaricati da Internet:

Clicca sulle immagini per ingrandirle, salvale nel tuo desktop e stampale.

venerdì 15 gennaio 2010

Origini del Carnevale

Carnevale di VeneziaFra poco sarà Carnevale, un periodo dell'anno molto caro alle bambine e ai bambini, ma anche ai giovani e a tanti adulti.

Ora Carnevale significa soprattutto feste in maschera, ma le sue origini sono molto antiche e il suo significato complesso e profondo. Infatti, l'usanza di dedicare al festaggiamento in maschera periodi di diversi giorni all'anno esisteva presso gli antichi Egizi (riti in onore del fiume Nilo, venerato come un dio), presso i Greci, i Romani.

Il nostro Carnevale ha le proprie origini soprattutto nel mondo romano. Gli antichi Romani amavano il divertimento e, nel corso dell'anno, il popolo festeggiava in diverse occasioni: in onore del dio Bacco si svolgevano, per le vie di Roma, i Baccanali, con fiumi di vino, danze e maschere; per celebrare le dee agricole Cerere e Proserpina tutti festeggiavano con entusiasmo; in Marzo e in Dicembre si svolgevano i Saturnali, in onore del dio Saturno, che duravano sette giorni. Durante i Saturnali era permesso al popolo di sfogarsi: gli schiavi potevano essere liberi, si organizzavano giochi nelle piazze e spettacoli di gladiatori. All'epoca dell'Impero, i giorni dedicati a questa festa divennero quindici.
Si ritiene che il Carnevale discenda appunto dai Saturnali. Infatti, anche nei secoli successivi alla caduta dell'impero romano, nel Medioevo, nelle città si svolgevano feste con caratteristiche simili: il mascheramento, lo scambio di ruoli tra servi e padroni, le burle nei confronti dei potenti...

La Chiesa Cattolica, per lungo tempo, non vide di buon occhio questo genere di festa, per il suo carattere pagano e sfrenato, così tentò di modificarne il significato. Lo stesso nome "Carnevale" potrebbe derivare dall'espressione latina "carnem levare" (non mangiare le carne), cioè riferirsi al digiuno e alle pratiche di penitenza del periodo della Quaresima, a dimostrazione del tentativo, da parte della Chiesa, di dare al Carnevale un significato religioso.
Non è sicuro, però, che l'origine del nome "Carnevale" sia l'espressione "carnem levare"; secondo alcuni è invece "carmen levare", ovvero "intonare un canto", oppure "currus navalis", che indicava uno dei carri su cui si sfilava nelle parate durante la festa.

Qualunque sia l'origine del suo nome, questa festa, durante il periodo del Medioevo, era tanto amata dal popolo, che per alcuni giorni poteva sentirsi libero di dire la propria e burlarsi delle gerarchie e dei suoi vizi, che neppure l'ostilità della Chiesa riuscì ad impedirne lo svolgimento.

Durante i secoli, il Carnevale ha fatto nascere celebrazioni in forma di combattimento rituale, in cui si scontravano parti diverse di una stessa Città: quartieri, rioni (come ancor oggi avviene, ad esempio, nella battaglia delle arance di Ivrea), classi sociali diverse. Spesso si organizzavano battaglie fra circoscrizioni cittadine in cui gruppi provenienti da tutta la popolazione si affrontavano a colpi di sassi, bastoni...
Fra i nobili si organizzavano giochi di origine cortese nei quali era importante dimostrare la prodezza nell'uso delle armi.

Nel Rinascimento il Carnevale entrò nelle corti di tutta Europa, dove divenne più raffinato; veniva festeggiato con spettacoli di musica, danza e teatro. Nella Firenze del 1500, per le strade sfilavano persone vestite con abiti sfarzosi e carri allegorici, accompagnati da musiche e danze.

Attraverso i secoli, insomma, si è tramandata l'usanza di dedicare un periodo dell'anno alla festa, al divertimento, al travestimento, alla licenza e, più in generale, a dire e fare liberamente quel che si vuole senza alcuna soggezione verso l'autorità.

domenica 10 gennaio 2010

I primi viventi: dall'acqua ...

AmebeCirca 3 miliardi e mezzo di anni fa, nell'acqua comparvero le prime forme di vita. Si trattava di organismi semplicissimi, composti da un'unica particella di materiale organico in grado di riprodursi: i BATTERI. Questi primi organismi non avevano bisogno di ossigeno.
In seguito, alcuni batteri divennero in grado di produrre ossigeno che, dall'acqua, cominciò a diffondersi dappertutto, modificando l'atmosfera terrestre e crendo le condizioni per la formazione di esseri viventi più complessi.
I primi animali fecero la loro comparsa nel fondo marino circa 600 milioni di anni fa. Erano spugne e meduse che, prive di scheletro e incapaci di muoversi autonomamente, si affidavano alle correnti marine. In seguito, comparvero creature con gusci duri o spine, in grado di proteggerne il corpo, e con parti simili a zampe utili per il movimento.
Nel corso di milioni di anni, gli esseri viventi si sono trasformati in creature più complesse e sempre più capaci di adattarsi alle condizioni dell'ambiente di vita. Questo processo lento di modifica è detto EVOLUZIONE: fra individui appartenenti a una stessa specie possono verificarsi differenze; a volte queste differenze rendono un individuo capace di adattarsi meglio all'ambiente in cui deve vivere. Gli individui (animali, piante) più adatti all'ambiente sopravvivono e si riproducono, generando altri individui simili a loro. Gli animali meno adatti alla vita muoiono e scompaiono.



Le stelle marine sono rimaste simili a quelle comparse milioni di anni fa.

... alla terraferma

Diadecte
I primi viventi comparvero nell'acqua. All'inizio furono soltanto batteri. Nel corso di milioni di anni, sono comparsi esseri sempre più complessi e capaci di adattarsi alle condizioni ambientali, attraverso un lungo e lento processo di modifca e adattamento detto EVOLUZIONE. I pesci comparvero circa 500 milioni di anni fa.
Sulla terra, i primi organismi viventi furono le piante. Inizialmente, furono vegetali simili al muschio, poi comparvero le felci e piante con fusto, semi e radici. Le piante erano in grado di svolgere la funzione clorofilliana, cioè di creare il proprio nutrimento a partire da sostanze presenti nel terreno sfruttando l'energia del sole e l'anidride carbonica presente nell'atmosfera e producendo allo stesso tempo ossigeno. Proprio l'aumento dell'ossigeno creò le condizioni per lo sviluppo sulla terra di forme di vita animali più evolute.
Dapprima comparvero, circa 350 milioni di anni fa, gli anfibi: animali in grado di vivere sia nell'acqua che sulla terraferma. Gli anfibi dovevano deporre le loro uova nell'acqua, perchè queste venivano distrutte dal calore del sole, e iniziavano la loro vita appunto nell'acqua.
Dopo altri milioni di anni, la terra cominciò ad essere popolata dai rettili. A differenza degli anfibi, essi erano in grado di deporre uova protette da un guscio, quindi potevano deporle sulla terraferma e vivere qui l'intera loro vita. I primi rettili avevano forma simile a quella delle lucertole; potevano essere erbivori o carnivori.

Mettiti alla prova: scarica un'esercitazione per scoprire quanto conosci su questo argomento!

L'evoluzione della vitaL'evoluzione dei mammiferi

Gli antenati dei primi mammiferi erano predatori piccoli e attivi; essi formarono una sottoclasse dei rettili conosciuta come terapsidi. Avevano caratteristiche nuove del cranio, uno scheletro più leggero e flessibile e arti eretti, allineati sotto il corpo, invece che sporgenti di lato come nei rettili. Questi vertebrati pre-mammiferi acquistarono, col tempo, caratteristiche fisiche che li rendevano maggiormente adatti al loro ambiente di vita, fino allo sviluppo di quelle che li fanno classificare come veri e propri mammiferi.
Nei 135 milioni di anni in cui i dinosauri dominarono la terraferma, i piccoli mammiferi riuscirono a resistere, forse perché uscivano a caccia di notte quando era troppo freddo per i grandi rettili.
I mammiferi erano dotati di pelo (oggi si pensa che anche molti dinosauri ne fossero provvisti), erano vivipari (
capaci di partorire i figli vivi, senza dover deporre uova), possedevano un diaframma che permetteva di operare una respirazione più funzionale, presentavano globuli rossi specializzati nel trasportare ossigeno: tutte queste caratteristiche, unite alle piccole dimensioni e ad abitudini notturne che li mettevano relativamente al riparo dalla predazione dei grandi sauri, fecero di loro animali capaci di occcupare ogni parte del pianeta.
La convivenza con i dinosauri terminò, alla fine del Mesozoico, con l'estinzione di questi ultimi. Il passaggio tra l'era secondaria e l'era terziaria è infatti segnato da una spettacolare estinzione di massa, di cui i dinosauri sono solo le vittime più famose, ma non certo le uniche.
Poco dopo, nel Periodo Terziario Inferiore, i mammiferi subirono grandi cambiamenti, si moltiplicarono e diversificarono in centinaia di nuove specie. Alcune di queste scomparvero nel corso degli anni, ma altre resistettero ed esistono ancora oggi. Circa 50 milioni di anni fa, le prime balene nuotarono negli oceani e i primi pipistrelli volarono nell'aria.

I dinosauri

Fra i rettili, circa 230 milioni di anni fa, comparvero i dinosauri. Il loro nome deriva da due termini greci: deinos, che significa terribile, terrificante, e sauros, che significa lucertola.
I dinosauri erano molto diversi tra loro: potevano essere più o meno grandi, erbivori o carnivori. Potevano spostarsi su quattro o due zampe e ne comparvero persino in grado di volare. Per milioni di anni i dinosauri dominarono la terra, ma circa 65 milioni di anni fa si estinsero, cioè scomparvero tutti definitivamente.
Gli scienziati hanno formulato alcune ipotesi per spiegare l'estinzione dei dinosauri, che comunque rimane un enigma ancora oggi.
La prima ipotesi è quella dell'estinzione improvvisa in massa dovuta ad un meteorite, cioè un grosso corpo roccioso caduto sulla Terra dallo spazio. L'impatto del meteorite col suolo terrestre sollevò un'enorme nuvola di polvere che oscurò il sole per tanti, tanti anni, causando un raffreddamento del clima e la morte di molte specie vegetali e animali che non sopportavano il freddo, fra i quali i dinosauri.
Un'altra teoria ipotizza che, oltre alla caduta del meteorite, ci sia stato sul nostro pianeta un aumento dell'attività dei vulcani, e quindi la polvere eruttata da questi, unita a quella provocata dall'impatto col meteorite, abbia oscurato il cielo per tantissimo tempo, causando cambiamenti nel clima tali da far estinguere tante specie animali e vegetali.
Secondo una terza ipotesi, invece, sulla terraferma cominciavano a diffondersi i primi mammiferi e molti di questi si nutrivano delle uova dei dinosauri, che quindi lentamente si estinsero.







L'evoluzione della vita sulla Terra










Sul sito di Ufotto Leprotto, di Umberto Follini, trovi una bellissima storia dell'evoluzione della vita a fumetti animati!

Ti piacciono i dinosauri?

BRONTOSAURO
Il brontosauro è vissuto 150 milioni di anni fa, nell'era mesozoica. Fu uno dei più grandi animali terrestri, raggiugeva i venti metri di lunghezza, i 30 mila chilogrammi di peso e i 5 metri di altezza. Il suo cervello invece era molto piccolo. Il suo corpo cresceva lentamente; poteva vive fino a 200 anni.
Il brontosauro era erbivoro e viveva vicino a laghi perchè aveva bisogno di grandi quantità d'acqua.
I suoi resti fossili sono stati ritrovati negli Stati Uniti D'America e in Portogallo.


STEGOSAURO
Il nome Stegosauro significa “lucertola corazzata".
Lo Stegosauro era un erbivoro. Questo dinosauro era lungo più di sette metri ed alto quattro. Si nutriva di felci e piante erbacee; non era un animale solitario, ma pascolava in branco.
Lo Stegosauro aveva placche ossee lungo la spina dorsale che partivano da dietro il cranio ed arrivavano fino quasi alla fine della coda; all’estremità della coda aveva degli aculei che usava per difendersi contro i carnivori.
Essendo grande e molto pesante, non riusciva a correre molto velocemente, quindi era una facile preda per i veloci carnivori.
Questo dinosauro è vissuto circa 140 milioni di anni fa. Sono stati ritrovati fossili negli U.S.A., in Europa, in Asia ed in Africa.


TIRANNOSAURO
Il Tirannosauro è stato uno dei carnivori terrestri più grossi mai vissuti. Aveva zampe anteriori molto piccole e zampe posteriori grandi e forti, che consentivano all'animale di mantenere una postura eretta, bilanciandosi con la coda.
La bocca del tirannosauro era dotata di circa 50 denti, lunghi fino a 15 centimetri, con una radice quasi altrettanto estesa e il bordo finemente seghettato.
Il peso dell'animale in vita era di circa sei mila chilogrammi.
Si presume che i tirannosuri femmine fossero più grandi dei tirannosauri maschi.


TRICERATOPO
Il triceratopo era un dinosauro quadrupede, erbivoro, vissuto in nord America. Era caratterizzato da un collare osseo semicircolare e da tre corna.
È stato uno degli ultimi dinosauri a comparire prima dell'estinzione.
È sicuramente uno dei dinosauri cornuti più famosi. Il suo spaventoso aspetto da "rinoceronte preistorico" è molto popolare e spesso questo gigante dell'era mesozoica è raffigurato in lotta con il suo mortale nemico, il tirannosauro.


VELOCIRAPTOR
Il Velociraptor, il cui nome significa "rapace veloce", misurava, coda compresa, poco meno di tre metri di lunghezza, poco più di un metro e mezza di altezza e pesava intorno ai 90 chilogrammi.
Si ritiene che fosse un dinosauro particolarmente feroce e attaccasse in gruppo anche prede e dinosauri molto più grossi di lui.
Nonostante le sue dimensioni, il Velociraptor era un dinosauro molto pericoloso: le zampe posteriori, allungate e muscolose, gli permettevano di correre velocemente, superando i 35 chilomentri all'ora, che era la velocità massima raggiunta dal tirannosauro per brevi distanze.
Le zampe avevano tre dita dotate di artigli coi i quali poteva agganciare le prede e ferirle gravemente.
Gli arti anteriori del Velociraptor erano più piccoli, con dita lunghe, anch'esse dotate di artigli.
La coda era rigida, usata per bilanciare il peso del corpo durante la corsa.
Il velociraptor aveva mascelle potenti e con un'ampia apertura: riusciva così ad afferrare saldamente gli animali catturati, di cui dilaniava poi la carne con i denti aguzzi tipici dei carnivori.


PTERANODONTE
Nonostante le dimensioni (oltre 7 metri di apertura alare), lo pteranodonte pesava solo come un bambino di pochi anni. Il motivo di ciò erano le leggere ossa cave del suo scheletro. La forma delle ossa e la ricostruzione della muscolatura indicano che questo rettile poteva sbattere le ali per volare.
Lo pteranodonte aveva una lunga cresta sulla testa, sottile, sporgente all'indietro, e un becco privo di denti. Gli esperti ritengono che la cresta servisse allo pteranodonte come un timone, per cambiare direzione durante il volo.
Si crede fosse un abile arrampicatore e vivesse nei pressi delle scogliere, utilizzandole come trampolino di lancio per catturare le sue prede marine. Questo rettile, poi, aveva una specie di sacco di pelle posto all'interno del becco nella mascella inferiore. Quando catturava un pesce, lo deponeva in questa sacca per mangiarlo in seguito o per portalo ai piccoli, in modo simile a quanto fanno gli attuali pellicani.


IGUANODONTE
L'iguanodonte era un dinosauro erbivoro, infatti si poteva drizzare su due zampe per mangiare le foglie sugli alberi, ma non solo per quello: si drizzava su due zampe anche per scappare dai predatori e riusciva ad arrivare alla velocità di 35 chilometri all'ora. A tenerlo in equilibrio era la sua coda rigida e piatta.
Era lungo fino a 10 metri e alto 5, pesava come un elefante.
E' vissuto circa 120-110 milioni di anni fa.
Sono state ritrovate le sue ossa in Europa, in Mongolia, in Africa e in America.

Dinosaurs song


sabato 9 gennaio 2010

Lavoretto per l'inverno


Glitterfy.com - Glitter Graphics

Per eseguire il lavoro servono una stampante e tanti fogli di carta A4 quanti lavoretti si desidera realizzare.
Si tratta di un fiocco di neve composto da sagome di pupazzi, sempre di neve.


Il lavoro finito ha quest'aspetto:

Puoi cliccare sull'immagine per ingrandirla e vederla meglio.
Per realizzare i singoli fiocchi devi salvare nel tuo computer e stampare il modello seguente:



Ora, aiutandoti con le linee tratteggiate, piega più volte il modello stampato, seguendo le istruzioni illustrate che trovi qui di seguito (puoi ingrandirle con un clic, per vederle meglio).








Non ti resta che ritagliare lungo le linee del disegno e aprire!

Inverno da colorare



Troverete disegni da stampare e colorare sul nostro Blog fratello, Scuola di pensiero su Altervista. Per scaricarli: fate clic sul collegamento e salvate nel vostro computer. Se preferite, ecco il collegamento diretto alla cartella da salvare: disegni da colorare.