domenica 10 gennaio 2010

... alla terraferma

Diadecte
I primi viventi comparvero nell'acqua. All'inizio furono soltanto batteri. Nel corso di milioni di anni, sono comparsi esseri sempre più complessi e capaci di adattarsi alle condizioni ambientali, attraverso un lungo e lento processo di modifca e adattamento detto EVOLUZIONE. I pesci comparvero circa 500 milioni di anni fa.
Sulla terra, i primi organismi viventi furono le piante. Inizialmente, furono vegetali simili al muschio, poi comparvero le felci e piante con fusto, semi e radici. Le piante erano in grado di svolgere la funzione clorofilliana, cioè di creare il proprio nutrimento a partire da sostanze presenti nel terreno sfruttando l'energia del sole e l'anidride carbonica presente nell'atmosfera e producendo allo stesso tempo ossigeno. Proprio l'aumento dell'ossigeno creò le condizioni per lo sviluppo sulla terra di forme di vita animali più evolute.
Dapprima comparvero, circa 350 milioni di anni fa, gli anfibi: animali in grado di vivere sia nell'acqua che sulla terraferma. Gli anfibi dovevano deporre le loro uova nell'acqua, perchè queste venivano distrutte dal calore del sole, e iniziavano la loro vita appunto nell'acqua.
Dopo altri milioni di anni, la terra cominciò ad essere popolata dai rettili. A differenza degli anfibi, essi erano in grado di deporre uova protette da un guscio, quindi potevano deporle sulla terraferma e vivere qui l'intera loro vita. I primi rettili avevano forma simile a quella delle lucertole; potevano essere erbivori o carnivori.

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L'evoluzione della vitaL'evoluzione dei mammiferi

Gli antenati dei primi mammiferi erano predatori piccoli e attivi; essi formarono una sottoclasse dei rettili conosciuta come terapsidi. Avevano caratteristiche nuove del cranio, uno scheletro più leggero e flessibile e arti eretti, allineati sotto il corpo, invece che sporgenti di lato come nei rettili. Questi vertebrati pre-mammiferi acquistarono, col tempo, caratteristiche fisiche che li rendevano maggiormente adatti al loro ambiente di vita, fino allo sviluppo di quelle che li fanno classificare come veri e propri mammiferi.
Nei 135 milioni di anni in cui i dinosauri dominarono la terraferma, i piccoli mammiferi riuscirono a resistere, forse perché uscivano a caccia di notte quando era troppo freddo per i grandi rettili.
I mammiferi erano dotati di pelo (oggi si pensa che anche molti dinosauri ne fossero provvisti), erano vivipari (
capaci di partorire i figli vivi, senza dover deporre uova), possedevano un diaframma che permetteva di operare una respirazione più funzionale, presentavano globuli rossi specializzati nel trasportare ossigeno: tutte queste caratteristiche, unite alle piccole dimensioni e ad abitudini notturne che li mettevano relativamente al riparo dalla predazione dei grandi sauri, fecero di loro animali capaci di occcupare ogni parte del pianeta.
La convivenza con i dinosauri terminò, alla fine del Mesozoico, con l'estinzione di questi ultimi. Il passaggio tra l'era secondaria e l'era terziaria è infatti segnato da una spettacolare estinzione di massa, di cui i dinosauri sono solo le vittime più famose, ma non certo le uniche.
Poco dopo, nel Periodo Terziario Inferiore, i mammiferi subirono grandi cambiamenti, si moltiplicarono e diversificarono in centinaia di nuove specie. Alcune di queste scomparvero nel corso degli anni, ma altre resistettero ed esistono ancora oggi. Circa 50 milioni di anni fa, le prime balene nuotarono negli oceani e i primi pipistrelli volarono nell'aria.

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