giovedì 28 gennaio 2010

Filo spinato

Su un acceso rosso tramonto,
sotto gli ippocastani fioriti,
sul piazzale giallo di sabbia,
ieri , oggi , i giorni sono tutti uguali,
belli come gli alberi fioriti.
E’ il mondo che sorride
e io vorrei volare. Ma dove ?
Un filo spinato impedisce
che qui dentro sboccino fiori.
Non posso volare.
Non voglio morire.
(Peter, bambino deportato dai nazisti)

Poco più di sessanta anni fa, quando erano piccoli o stavano per nascere i vostri nonni, in Italia e in Germania c’erano due governi guidati da uomini che non lasciavano nessuna libertà al popolo: due dittatori. In Italia, il capo del governo si chiamava Mussolini e aveva fondato un movimento politico chiamato Fascimo; in Germania, il capo era Hitler, che aveva fondato il partito nazista.
Hitler era convinto che gli esseri umani non fossero tutti uguali, ma fossero divisi in razze e che esistesse una razza – la “ariana” – superiore, cioè migliore di tutte le altre. Naturalmente, la razza ariana era quella che comprendeva i tedeschi e una parte degli altri europei. Africani, slavi – soprattutto gli zingari – ed ebrei, invece, secondo lui erano esseri inferiori, che non meritavano di vivere come gli altri.
Mussolini, amico e alleato di Hitler, appoggiava queste idee.
In Germania e in Italia vennero approvate leggi contro gli ebrei, per impedire loro di svolgere certi lavori e professioni o frequentare scuole e università: insomma, per rendere loro la vita molto difficile. Ma questo, per Hitler, non era ancora sufficiente: decise di creare prigioni orribili, campi di lavoro forzato, dove rinchiudere tutti gli ebrei, costringerli a lavorare duramente, far soffrire loro il freddo, la fame e ogni genere di umiliazione. Hitler e i capi nazisti, in realtà, non volevano soltanto infliggere sofferenze terribili agli ebrei: volevano che questo popolo scomparisse dal pianeta.
In Germania, in Italia e in tutti i paesi che Hitler aveva fatto invadere dai suoi soldati (scatenando la seconda guerra mondiale), gli ebrei venivano arrestati, caricati su treni e trasportati nei campi allestiti dai nazisti. La stessa sorte toccò a tanti zingari, a persone di pelle nera, ma anche a disabili – cioè persone con malattie gravi che avrebbero avuto bisogno di molte cure e aiuto – e a persone che avevano idee politiche diverse da quelle dei nazisti e fascisti.
La persecuzione, le sofferenze e la morte di milioni di ebrei innocenti, uomini, donne, giovani, adulti, anziani e bambini è ricordata col nome di “Shoah”: è un termine ebraico che significa “annientamento“, “sterminio“.
Il “GIORNO DELLA MEMORIA“, che viene celebrato ogni 27 gennaio, serve proprio a non dimenticare gli orrori di allora, per saper scegliere di evitare nuove sofferenze oggi, ad altri popoli e ad altre persone, in qualsiasi parte del mondo.
Ma la strada verso la giustizia e la pace è ancora lunga: basta guardare a quante guerre e persecuzioni sono ancora in atto in ogni continente del mondo. Occorre proprio l’impegno di tutti noi.

Chi sono gli Ebrei

Gli ebrei NON SONO UNA RAZZA. Oggi gli scienziati affermano che non esistono razze umane, perché gli uomini sono TUTTI UGUALI, qualunque lingua parlino, qualunque sia il colore della loro pelle, qualunque sia la loro religione.
Gli ebrei sono un popolo con una storia particolare. Migliaia di anni fa hanno dovuto abbandonare la propria terra e da allora hanno vissuto una buona parte della loro storia tra altre genti, in punti diversi del mondo, tra culture e lingue diverse, continuando però a custodire le proprie idee e la propria religione.
Negli oltre duemila anni di vita nei Paesi più disparati gli ebrei hanno mantenuto i loro usi e costumi, la lingua (quella ebraica), la cucina, le preghiere e lo studio della Torà, un loro testo sacro.Oggi, gli Ebrei hanno una nazione, chiamata Israele, ma tanti di loro vivono ancora in diversi altri paesi del mondo.Secondo la legge ebraica, è ebreo chiunque sia nato da madre ebrea o si sia convertito all’ebraismo. La definizione non è però così semplice, perché l’ebraismo non è solo una religione, ma soprattutto una pratica di vita, e l’ebreo non è un fedele isolato ma è una parte di un unico popolo.

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