sabato 20 febbraio 2010

Il Paleolitico







Il Paleolitico, cioè età della pietra antica, è il periodo più antico e più lungo della storia dell'uomo: inizia circa 2 milioni e mezzo di anni fa, con la comparsa dell'Homo habilis, e termina circa 10 mila anni fa. Nel Paleolitico vissero l'Homo habilis, l'Homo erectus, il sapiens e i suoi discendenti.
Gli storici dividono il Paleolitico in tre parti:
  • Paleolitico antico, da 2 milioni e mezzo a 250 mila anni fa;
  • Paleolitico medio, da 250 mila a 35 mila anni fa;
  • Paleolitico superiore, da 35 mila a 10 mila anni fa.

Questa suddivisione corrisponde a cambiamenti avvenuti nella vita umana, in seguito a scoperte o progressi importanti.
Il progresso più importante del Paleolitico antico fu, senza dubbio, la capacità di accendere il fuoco, che permise anche la cottura della carne e quindi determinò importanti cambiamenti nelle condizioni di vita dell'uomo. Questa importante acquisizione venne probabilmente raggiunta per la prima volta in Africa, circa un milione di di anni fa, da parte di individui di Homo erectus, mentre in Asia e in Europa l'uso e la produzione del fuoco sono iniziati solo a partire da circa 500 mila anni fa.
Il Paleolitico medio si riferisce alla diffusione di Homo neanderthalensis.
Il Paleolitico superiore si riferisce alla presenza di Homo sapiens e all'ulteriore sviluppo nella fabbricazione degli strumenti in pietra. Un passo assai importante nell'evoluzione culturale dell'umanità preistorica è considerato la comparsa, nel Paleolitico superiore, delle prime rappresentazioni artistiche.
L'arte rupestre, o arte parietale, raffigura animali dipinti con ocra e carbone, oppure incisi sulle pareti delle grotte.
L'arte mobiliare comprende vari tipi di piccoli oggetti, come utensili scolpiti, oggetti ornamentali in osso, pietre incise o dipinte in ocra che rappresentano animali o forme geometriche.
L'Homo sapiens del Paleolitico superiore sviluppa un linguaggio complesso, cura i malati e seppellisce i morti, spesso con oggetti personali come utensili e ornamenti; forse crede in una vita dopo la morte; probabilmente pratica la magia; si ritiene che la pittura rupestre facesse parte di rituali magici per propiziare, ad esempio, una buona caccia.

Paleolitico in Sardegna

La storia della presenza umana in Sardegna comincia nel Paleolitico inferiore, come testimonia il ritrovamento di oggetti in pietra databili tra 450 mila e 120 anni fa. Gli oggetti, in selce e quarzite, sono stati ritrovati nella parte settentrionale dell'isola, in Anglona.
Relativa a 35 mila -10 mila anni fa è almeno una parte dei rinvenimenti avvenuti nel corso di scavi scientifici nella grotta Corbeddu di Oliena. Si tratta di ossa di animali e dei frammenti di una mandibola e di altre ossa umane. Gli animali erano tipici della regione sardo-corsa: il "Megaceros cazioti", un cervide , e il "Prolagus sardus", un roditore.

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