mercoledì 21 dicembre 2011

Il mio carattere (testo)

Parlo di me:sono Ylenia, una bambina di nove anni.
Frequento la quinta elementare. Sono nata a Lanusei il 17 Gennaio 2002.
Penso di essere una persona generosa e affettuosa.
Gli altri dicono di me che sono gentile, ma un po' pettegola .
Il mio difetto principale è che quando picchio mio fratello divento un toro scalciante.
Ho un gran pregio: essere cortese.
Ho anche altre qualità: sono calma e tranquilla.
Se mi trovo con gli amici sono contenta perché mi piace la compagnia.
Con la famiglia sono vivace e felice,ma mio fratello mi trova noiosa.
Un aspetto del mio carattere che mi piace è che sono felice quando mia mamma e mio padre mi comprano qualcosa.
Un aspetto di me che vorrei cambiare è la mia abitudine di dire parolacce.
Ylenia Mura

Mia mamma (testo)

Mia mamma si chiama M. Lepori, è nata a Tortolì il 20 maggio 1968.
Da piccola viveva in un quartiere di Tortolì con sua madre, i fratelli e sorelle.
Mamma era una bambina tranquilla, un po' robusta.
L'episodio rilevante della sua infanzia che lei mi ha raccontato è che quando lei con suo fratello sono scesi dalle scale per andare a mangiare noccioline dalle piante del loro vicino , di notte, hanno visto un luccichio e hanno urlato dalla paura. Suo padre è sceso a vedere che cosa succedeva, ma li ha trovati mentre volevano rubare le noccioline e allora ha preso la cinghia per picchiarli. Alla fine quelli che luccicavano erano gli occhi di un cinghiale, perché il padre andava a caccia e poi imbalsamava gli animali.
Mia mamma è andata a scuola fino alla terza media .
Per mamma gli avvenimenti più importanti sono stati il suo matrimonio e la nascita dei sui figli.
 
Maria Luisa Demurtas

martedì 6 dicembre 2011

La filosofia


Che cos’è la filosofia?
La filosofia cerca di dare una spiegazione a tutto, servendosi della ragione. Non significa che essa spieghi tutto, ma tenta di trovare delle risposte e porta a un sapere che riguarda un po’ tutti gli aspetti della nostra vita e del mondo che ci circonda.
Dunque, la filosofia è far domande, cercare le risposte col ragionamento e formulare ancora domande. Essa  vorrebbe aiutarci a capire il mondo, a capire noi stessi e a vivere meglio.

Ecco come alcuni grandi filosofi hanno definito la filosofia

È proprio del filosofo essere pieno di meraviglia. (Platone)

Gli uomini hanno cominciato a filosofare, ora come in origine, a causa della meraviglia: mentre da principio restavano meravigliati di fronte alle difficoltà più semplici, in seguito, progredendo a poco a poco, giunsero a porsi problemi sempre maggiori: per esempio i problemi riguardanti i fenomeni della luna e quelli del sole e degli altri astri, o i problemi riguardanti la generazione dell'intero universo. Ora, chi prova un senso di dubbio e di meraviglia riconosce di non sapere; ed è per questo che anche colui che ama il mito è, in certo qual modo, filosofo: il mito, infatti, è costituito da un insieme di cose che destano meraviglia. Cosicché, se gli uomini hanno filosofato per liberarsi dall'ignoranza, è evidente che ricercano il conoscere solo al fine di sapere e non per conseguire qualche utilità pratica. E il modo stesso in cui si sono svolti i fatti lo dimostra: quando già c'era pressoché tutto ciò che necessitava alla vita ed anche all'agiatezza ed al benessere, allora si incominciò a ricercare questa forma di conoscenza. È evidente, dunque, che noi non la ricerchiamo per nessun vantaggio che sia estraneo ad essa; e, anzi, è evidente che, come diciamo uomo libero colui che è fine a se stesso e non è asservito ad altri, così questa sola, tra tutte le altre scienze, la diciamo libera: essa sola, infatti, è fine a se stessa. (Aristotele)

Poiché la filosofia è quella che ci insegna a vivere, e poiché, come tutte le altre età, anche la fanciullezza trova in essa di che imparare, perché non le viene insegnata? (Michel de Montaigne)


Filosofare è dare la ragione delle cose o per lo meno cercarla. (Denis Diderot)

La filosofia è una critica dei pregiudizi. (Dewey)

Ogni vero filosofo è un maestro o compagno di ricerca, la cui voce ci giunge affievolita attraverso il tempo, ma può avere per noi, per i problemi che ora ci occupano, un'importanza decisiva. (Abbagnano)

La filosofia è innanzitutto interrogarsi e riflettere con forza sui grandi problemi della conoscenza e della condizione umana. (Edgar Morin)

venerdì 2 dicembre 2011

Mio padre

Mio padre si chiamava Giuseppe Farci. Era nato il 1 Ottobre 1957 a Tortolì .
Quando è nato era dentro la placenta e quindi era quasi morto.Le signore che hanno aiutato mia nonna a partorire hanno preso il bambino e l' hanno subito battezzato nel caminetto con l'acqua e la cenere. Dopo un po' si è svegliato .
Mio padre aveva altri sei fratelli. La sua era una famiglia povera. Mio nonno lavorava nelle campagne, non guadagnavano molto.
Quando mio padre e anche i miei zii erano cresciuti un po', sono dovuti andare a lavorare anche loro.
All'età di sette anni mio padre andava a pascolare le vacche con una zia, quando aveva dieci anni andò a lavorare in falegnameria dal nonno di Federica Gesualdi. Facevano i turni con mio zio Mario,quando uno lavorava di mattina l'altro andava a scuola e viceversa. I pochi soldi che guadagnavano servivano per dare da mangiare ai fratelli più piccoli .
Quando aveva diciassette anni partì per la Francia per lavorare in una ditta che costruiva palazzi, mio padre lavorava il ferro.
Rimase in Francia per cinque anni, dopo tornò in Sardegna. Tornato a Tortolì si mise a lavorare in proprio con due operai, ha lavorato molto e sempre. Quando aveva 30 anni ha conosciuto mia madre e dopo si sono sposati. Dopo siamo nati Gianni, Sara e io. Mi racconta mia mamma, eravamo felici, non ci faceva mancare nulla, ci ha lasciato una bella casa. Quando aveva 48 anni si ammalò ed è morto quando io avevo solo 3 anni.

Lina Farci

Io sono Carlos

Parlo di me: sono Carlos, un bambino di dieci anni, frequento la quinta B.
Penso di essere una persona gentile e allegra.
Gli altri dicono di me che sono strano perché sono colombiano e parlo una lingua straniera.
Il mio difetto principale è che non mi piace la matematica, ma ho un gran pregio: essere una persona sensibile.
Ho anche altre qualità: sono molto tranquillo e paziente. Se mi trovo con gli amici inizio subito a giocare con loro.
Con la mia famiglia sono educato; sono gentile con mamma e papà.
Un aspetto del mio carattere che mi piace è la mia simpatia. Un aspetto di me che vorrei cambiare è la mia rabbia.
Carlos Jimenez Sarria

Dov'è il mio telefono?

Quel giorno mio fratello aveva nascosto il mio telefono.
Io ero disperato quando d' un tratto Lorenzo mi disse: “ Te l' ho nascosto io, il telefono!!!”.
Io mi girai di scatto e lo guardai con una faccia alterata, facendo capire che ero molto arrabbiato. Lo costrinsi ad andare in camera e, dopo averlo convinto, lo spinsi verso il letto facendogli sbattere la testa sul cuscino. Si voltò rapidamente verso di me con un viso spaventato e allo stesso tempo sbalordito. A quel punto io estrassi una pistola a pallini e la puntai verso il cuore di Lorenzo e lo guardai con aria minacciosa dicendogli:” Dimmi dove hai messo il cellulare! Dimmelo!!!!!”. Lorenzo rispose: "Io non te lo dirò mai!!” e si mise a ridere diabolicamente. Io, non controllando la mia ira, premetti il grilletto. Il mio braccio si mosse involontariamente a causa della pressione della pistola. Invece di sparare al cuore mirai alla spalla di Lorenzo, colpendolo di striscio. A quel punto mio fratello compì un movimento involontario causato dal dolore e dallo spavento. Io mirai di nuovo al cuore ma si sentì il mio telefono squillare. Lorenzo aveva il telefono in tasca!
:-)
Mirko Farci

Mia nonna

La persona di cui voglio narrare la biografia è mia nonna A.
E' nata il 01\04\1943, in casa, in un bel paesino di montagna immerso nel verde: Talana.
Durante l'infanzia e la giovinezza visse lì, in corso Umberto, con i genitori, G. e F., i suoi due fratelli P. e M., e le sue tre sorelle, E., G. e A.
Da piccola, era timida e riservata, molto tranquilla e obbediente.
A cinque anni circa, una grossa pietra su cui giaceva le cadde sul calcagno; per la grave ferita la portarono dal dottore e questi le mise i punti senza anestesia e per non farle sentire il dolore le davano bianchini, ma naturalmente lei piangeva lo stesso. Infatti lo ricorda ancora oggi come se fossero passati pochi giorni.
Ha frequentato solamente le elementari; erano diverse dalle nostre perché gli alunni andavano in una stanza di una casa e lì si posizionavano i banchi, la cattedra e la lavagna.
A quindici anni è andata via da casa per lavorare come babysitter, per guadagnare qualche soldo e aiutare la famiglia.
Si è sposata a ventitrè anni con nonno G. trasferendosi a Tortolì e ha avuto sei figli: mia mamma, zia C., zio D., zio F. e i gemelli P. e A. .
Lei non aveva un lavoro fisso, ma era una “TUTTOFARE”.
Nonna , dai conoscenti, è considerata insuperabile; accontenta sempre tutti!
Prepara pasti dal sapore sublime! Io l'adoro.
 
Alessia Monni

Mia madre: C. L.

Mia madre C., è nata il 19 aprile del 1964.
Da piccola viveva a Tortolì con i genitori, con quattro sorelle e due fratelli più grandi di lei.
Era una bambina vivace, allegra e rispettava i genitori come degli dei.
Quando era piccola si divertiva a giocare a biglie nel cortile, con la bardufula e a campana. Si intrufolava fra le sue sorelle maggiori perché era l'ultima di sette figli. Organizzavano un cinema nel sottoscala: creavano il buio con una tenda posizionata su una porta e con un proiettore, spostando dei fotogrammi, facevano muovere dei personaggi da una stanza all'altra.
Da ragazza, ha frequentato le scuole fino alla prima ragioneria.
La mia nascita ha rivoluzionato la sua vita e nei mesi di riposo mi portava al bar, dove lavorava con mio papà, e quando io dormivo lei non mi lasciava e restava al mio fianco.
Lei è una persona perfetta, ha la sua mania di fare tutto, di non rimandare niente. Ha la passione di assaggiare e provare nuove esperienze. Non si è sposata. La sua famiglia siamo io e mia nonna, perché nonno è morto nel 2006.
D'estate lavora in una ludoteca al mare e d'inverno fa le pulizie da una signora.
Mia mamma è un po' antiquata, ma mi va bene così.
 
Giuliano Briozzo

giovedì 1 dicembre 2011

Cartolina di Natale da colorare


Ieri ho pubblicato cartoline natalizie pronte per la stampa, colorate; ma se preferite colorare i disegni dopo aver stampato, eccone una in bianco e nero. Piegate a metà e scrivete gli auguri all'interno.

mercoledì 30 novembre 2011

Cartoline augurali da stampare




Cartoline di Natale pronte da stampare; devi solo piegare due volte il foglio, ritagliare e incollare la busta.

Albero di Natale da stampare e colorare

Un alberello con decoratazioni a forma di fiocco di neve, in bianco e nero, da colorare.
Potete anche salvare il file nel computer e colorarlo utilizzando un programma di grafica.

venerdì 25 novembre 2011

Testo biografico: mia madre, D. A.

Mia mamma è nata il 15 luglio del 1976 a Bucuresti, in Romania. Da bambina mia mamma viveva a Criz con i suoi genitori.
Era una bambina bella (per me è bella anche adesso), magra e brava sia a casa che a scuola.
Ha frequentato la scuola di Bunesti, fino al nono anno. La sua passione sarebbe stata continuare la scuola, però non è stato possibile, poiché doveva andare a lezione lontano dalla sua casa e lei doveva badare ai suoi fratelli e alle sue sorelle. Infatti, i suoi genitori non potevano badare a loro perchè andavano a lavoro e lei era la più grande, quindi toccava a lei. Lei non poteva lamentarsi perchè i suoi genitori erano buoni con lei e le compravano quello che voleva, se faceva da brava. Ella doveva pulire e cucinare e quando veniva qualcuno in casa doveva essere tutto in ordine. La cosa più bella che le sia capitata è il mio papà. Mia mamma si è sposata a diciassette anni e hanno avuto una bambina, cioè me.
Ora io sto per avere un fratellino o una sorellina, non si sa ancora. Mia mamma ora non svolge nessuna attività.
Lei dai suoi amici e dalle sue amiche è vista bene ed è considerata una brava persona , anche se ha i suoi difetti. Anche io la giudico allo stesso modo, quando non strilla per sgridarmi e farsi sentire dai vicini, naturalmente.
Maria Purda

mercoledì 23 novembre 2011

Letterine di Natale







Scrivete i vostri auguri natalizi per le persone care su fogli decorati da voi, ma - se volete utilizzare della carta da lettere pronta - accendete la stampante e utilizzate quella che ho preparato per voi.

Possedere o aver fatto?

In classe si ripassa il verbo avere. La maestra chiede: "Nella frase 'Daniela ha comprato un abito nuovo', HA significa possedere o aver fatto, cioè aver compiuto un'azione?".
Un'alunna risponde: "Significa possedere!" e quando la maestra domanda ancora: "Sei sicura che significhi proprio possedere?" lei ribatte sicura: "Sì, perché ora che lo ha comprato possiede il vestito nuovo!".

Secondo voi, l'alunna ha ragione?

Per esercitarvi con A (preposizione semplice) o HA (voce del verbo avere) giocate sul sito Baby Flash.


Benedetta H !!!

H sì!

Ha:

  • è voce del verbo avere;
  • significa possedere - Maria ha un astuccio con dodici pastelli;
  • significa sentire, provare - Antonio ha paura;
  • significa aver fatto, aver compiuto un'azione - Filippo ha studiato con Alessandra.

H no!

A

  • è una preposizione semplice e si usa per collegare tra loro parole e parti di una frase;
  • serve per rispondere alle domande:
  • dove? - Vado a casa appena finisco di lavorare;
  • quando? - Pranzerò a mezzogiorno;
  • a chi? - Ho chiesto il permesso a mamma;
  • come? - Ritornerò a piedi;
  • a fare che cosa? - Andrò da Carla a giocare.

Ancora: H sì o H no?

Ha è usato davanti al participio passato, per formare il passato prossimo: ha giocato, ha dormito, ha bevuto, ha visto, ha letto, ha sentito ...

A è usato davanti all'infinito: a giocare, a dormire, a bere, a vedere, a leggere, a sentire ...

Testo biografico: Cecilia

Mia mamma,Cecilia C., è nata il 18 Dicembre 1968 a Tortolì. Da bambina viveva a Tortolì con la sua famiglia: suo padre, sua madre e le sue tre sorelle. Era una bambina molto vivace,allegra e sveglia.

La sua infanzia è stata molto difficile, piena di avvenimenti negativi, ma nonostante questo è stata educata molto bene.

Ha frequentato l'Istituto Tecnico Industriale.

Ha vissuto per una piccola parte della sua vita a Siniscola e, dopo un po' di tempo, è ritornata a Tortolì. Con questo cambio di paese la sua vita è molto cambiata:ha cambiato lavoro,casa e modo di vivere.

A venticinque anni si è sposata con Efisio Farris, mio padre, e ha avuto una famiglia, e io ne sono la prova!

Ha un Bed-and-brekfast: “Il Leccio”. Anche se non ha molto tempo per giocare e scherzare è molto vivace.

I suoi ospiti la ringraziano sempre e tutti, compresa me, dicono che è una donna fantastica!
 
Federica Farris

Mario M.

Mario M. è nato a Tortolì il 10 luglio del 1963. Da piccolino viveva con la mamma e i fratelli perché il padre era morto. E' il fratello di mio nonno paterno. Ha frequentato le scuole fino alla terza media perché poi è dovuto andare a lavorare. 
Il carattere di mio zio è molto simpatico, si diverte nel dire barzellette e ogni volta dice che è sposato con Michelle Unzicher. Gli piace il calcio, è una sua passione. Gli piace mangiare e gli piace tanto farmi divertire. 
Il mestiere di mio zio è l'imbianchino, ma sa fare un po' di tutto. 
Va molto d'accordo con mio padre, infatti papà lo chiama Buiecca, che è il suo soprannome. 
Ci vediamo sempre e spesso mangiamo insieme. 
Per concludere dico solo che gli voglio tanto bene e che con lui mi sento sempre a mio agio perché mi sento sicuro.

GIUSEPPE  MASCIA

lunedì 21 novembre 2011

Nuovo lavoretto: alberelli di Natale





Ormai sapete quali lavoretti mi piacciono e propongo: quelli che si eseguono velocemente, con pochi materiali, con poca spesa: carta, colla, forbici e stampante. Al solito, salvare e stampare le immagini in bianco e nero, ritagliare le forme e riportarle su cartoncino colorato o carta decorata, assemblare. Tutto qui, ma con un po' di fantasia l'effetto è assicurato.




domenica 20 novembre 2011

Oh oh oh ... Natale è vicino!

Manca poco più di un mese al Natale. Volete iniziare a preparare qualche lavoretto con carta, forbici, colla?
Stampate le sagome e usatele per ricomporre la figura di Babbo Natale, riportandole su cartoncino colorato.
Ho trovato le sagome originali sul sito The scrapping cop. A questo proposito, vi suggerisco di utilizzare i file che trovate su quel sito con un programma di grafica, perché potrete divertirvi a ottenere risultati come questo qui sotto, colorato da me.
Buon lavoro!









lunedì 31 ottobre 2011

Happy Halloween

Sulle tradizioni relative alle festività di fine ottobre/inizio novembre, puoi leggere un articolo su Sardegna 24.

domenica 23 ottobre 2011

Gufetto autunnale


Lavoretto autunnale: un gufetto simpaticissimo. 
Clicca sui modelli, salvali, stampali, riportali su cartoncino colorato o carta decorata, ritaglia, incolla ...
Osserva l'immagine in alto: è il risultato che otterrai.





Buon divertimento!

giovedì 13 ottobre 2011

Costruisci uno spaventapasseri con carta e colla






Colorando, ritagliando e incollando le parti del modello in bianco e nero (cliccate sull'immagine per salvare e stampare), costruirete in modo semplicissimo uno spaventapasseri; per riuscire, basta dare un'occhiata alle immagini.
Come sempre, le diverse parti che compongono il modello possono essere riportate su carta colorata o tessuto. Per i pigri, propongo di stampare i modelli colorati. Incollate i modelli su cartoncino, prima di ritagliarli.
Ho trovato il modello in bianco e nero su DLTK, l'ho modificato con un programma di grafica per ottenere i modelli colorati.

P.S. Se siete blogger e questa proposta vi piace, per favore inserite un collegamento a Scuola di pensiero!