domenica 12 febbraio 2012

L'uomo di Neanderthal

Per oltre 200 mila anni l’uomo di Neanderthal ha vissuto in Europa, un continente che, all’epoca (Palaleolitico), era stretto nella morsa del gelo polare causato dalle glaciazioni, popolato da animali feroci e selvatici.
I Neanderthal sono la prima specie umana ad essersi adattata al freddo intenso di un continente gelido; la loro esistenza è probabilmente la più dura che il genere umano abbia mai dovuto sopportare. Per sopravvivere, perciò, dovevano riunirsi in clan, non numerosi ma molto uniti e organizzati.
Per proteggersi dal gelo usavano le pelli di animali cacciati che pulivano e usavano come abiti. Per prima separavano la pelle dal grasso e dai tendini servendosi di un affilato raschiatoio di selce. Usavano i denti come una morsa: i denti ritrovati sono consumati fino alla radice dall’uso prolungato negli anni, soprattutto per ammorbidire le pelli da indossare.
La caverna era il centro del loro mondo. Entro le sue pareti dormivano, mangiavano, macellavano gli animali. Gli scarti e i rifiuti sparsi sul pavimento delle caverne neandertaliane sono poi stati sepolti e col passare del tempo si sono fossilizzati, diventando così reperti preziosissimi che hanno rivoluzionato le nostre conoscenze su questi uomini.
Scoperte recenti hanno anche fatto pensare che gli uomini di Neanderthal potessero concepire il concetto astratto di bellezza: infatti sono stati rinvenuti loro resti che comprendono conchiglie utilizzate per costruire collane ed altre usate come contenitori di sostanze naturali (terre, minerali) coloranti, usate probabilmente per dipingere (di nero, giallo e rosso) e decorare il viso o il corpo.





Carta d’identità dell’Homo neanderthalensis

Nome scientifico: Homo Neanderthalensis
Secondo alcuni studiosi, l’Homo neanderthalensis è una sottoscpecie, ora estinta, di Homo sapiens; secondo altri è una specie differente, forsa evoluta da gruppi di Homo erectus che vissero isolati dagli altri. Le analisi del DNA sui reperti ossei sembrano suggerire che l’Homo sapiens e l’Homo neanderthalensis si siano evoluti separatamente, ma non si può essere sicuri. Quel che si sa, è che per circa 20 mila anni i neanderthalensis hanno vissuto in territori in cui viveva anche l’Homo sapiens sapiens e che si estinsero, mentre i sapiens sapiens divennero l’unica specie umana sul pianeta.

Origine del nome: il nome della specie deriva dal luogo di ritrovamento dei primi resti, la valle di Neander, in Germania

Dove visse: In Europa e Asia; sono stati ritrovati fossili e oggetti in molti paesi Europei, in paesi asiatici e in medio oriente.
I confini tracciati dai ritrovamenti di ossa e strumenti disegnano una regione che si estende a sud in Italia fino in Sicilia, a est in Uzbekistan, Irak e Ucraina, a nord in Polonia, Germania e addirittura Galles, a ovest in Portogallo. Ma la Francia sud-occidentale era una delle zone più densamente popolate, ospitando almeno tremila individui di Neanderthal.

Quando visse: fra 250 mila e 40 mila anni fa circa

Aspetto: statura media (1 m e 60 cm), perfettamente eretto, con muscolatura molto robusta e potente, cranio allungato posteriormente e più ampio di quello dell’uomo attuale; studi di pochi anni fa hanno portato all’ipotesi che, in Europa, gli individui neanderthalesi avessero pelle e occhi chiari e capelli rossi; tuttavia, non è escluso che fra individui diversi ci fossero differenze, come tra gli uomini attuali.

Di che cosa si nutriva: era onnivoro, ma si nutriva soprattutto di carne.

Cultura (che cosa sapeva fare, come viveva): lavorava la pietra per costruire utensili, asce, lame, punte e raschiatoi; praticava la caccia e la raccolta; lavorava le pelli di animali e se ne serviva per vestirsi (viveva in zone con clima freddissimo) e per la costruzione di tende o capanne, che costituivano i suoi ripari estivi; le pelli venivano fissate al suolo con pietre o ossa lavorate; in inverno, si riparava in caverne; utilizzava il fuoco, che racchiudeva in cerchi delimitati da pietre; seppelliva i morti in fosse di forma ovale, con un corredo di utensili in pietra, cibo e corna di animali; spesso copriva le sepolture con lastre di pietra, per evitare che gli animali potessero dissotterrare i corpi; alcuni ritrovamenti fanno supporre che deponesse fiori sulle sepolture; utilizzava l’ocra rossa, forse per rituali di tipo religioso; si pensa che abbia costruito il primo strumento musicale intonato, una specie di piccolo flauto relizzato con un osso - un femore d’orso - lavorato, capace di produrre quattro note (lo strumento è stato ritrovato in Slovenia); ora si pensa anche che dipingesse sulle pareti delle caverne.

Fonti:
Wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Homo_neanderthalensis
Archeologia.com: http://www.archeologia.com/~pantalica/Neand.htm
Università Bari: http://www.arch.unipi.it/bardi/neandertal.html
ANSA: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2010/01/12/visualizza_new.html_1672900302.html
La città dell’uomo: http://www.lacittadelluomo.it/pagina_sez02_05b.htm

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