domenica 20 maggio 2012

L'attentato di Brindisi: lettera del Ministro all'Istruzione

Melissa aveva sedici anni e ieri, alle sette e quarantacinque minuti, è scesa dal pullman che tutte le mattine la portava a scuola, col sorriso sulle labbra, come sempre. Una bomba costruita con tre bombole di gas da mani vigliacche e assassine ha spezzato la sua giovanissima vita, i suoi sogni, le sue speranze nel futuro. Ha ridotto in condizioni gravissime una sua amica e ne ha ferite seriamente altre.
Di fronte a gesti così orribili, a tanta crudeltà, è difficile trovare parole per descrivere ciò che si prova: un dolore immenso, rabbia, incredulità. Pensare che tra noi esistano persone capaci di una cattiveria estrema come questa ci angoscia e ci spaventa. Eppure, dobbiamo farci forza e pensare che i barbari che hanno commesso questa atrocità possono essere trovati e messi nella condizione di non far più del male a nessuno. Pensare che dipende da tutti noi fare in modo che mostruosità simili non accadano più: il nostro impegno quotidiano può rendere il nostro mondo giusto e sicuro. Dobbiamo, ogni giorno, in ogni momento, sforzarci di essere persone migliori, in ogni luogo e situazione.
Addio, dolcissima Melissa. Faremo di tutto per diventare persone più buone: per te e per le tue amiche che lottano per guarire.

La lettera del ministro Profumo alle studentesse e agli studenti italiani

Alle studentesse e agli studenti della scuola italiana

Care ragazze e ragazzi,
vi scrivo come Ministro, come padre ma soprattutto come italiano a voi che rappresentate il futuro del nostro Paese. Oggi siete stati selvaggiamente colpiti, per la prima volta nella nostra pur travagliata storia unitaria e repubblicana, davanti ad un edificio pubblico nel quale vi stavate recando sicuri di essere protetti, per imparare a diventare cittadini. Capisco dunque che dentro ciascuno di voi e tra i vostri amici e compagni di classe possa nascere, assieme al dolore per la morte assurda della vostra compagna, un sentimento di sgomento per essere stati aggrediti lì dove non doveva succedere.
Il vostro sgomento è quello di tutti. Colpire da vigliacchi una scuola è infatti colpire l’Italia intera, perché lì si forma il suo futuro. Dovete credermi, sento profondamente questa responsabilità e con me tutto il Governo e l’Italia intera. Faremo di tutto perché una cosa del genere non succeda mai più, affinché voi entrando nella vostra scuola pensiate solo ai compiti e allo studio, alle amicizie e allo sport.
Immagino vi siano dentro di voi sentimenti come dolore e rabbia: non abbiate paura di averli. Oggi sono naturali. Solo vi dico e vi chiedo di non cedere ad essi, pensando di essere soli. Non lo siete. Siete invece la parte più importante di una grande comunità sulla quale potete contare, a partire dai vostri insegnanti e dal personale che lavora nella scuola. Sulla forza e sulla saldezza di questa comunità che ha in voi il suo futuro potrete fare affidamento affinché domani questi sentimenti possano lasciare il posto alla speranza e alla fiducia. Speranza che il Paese nel quale vivete diventi sempre più a vostra misura e sempre meno ceda spazio a illegalità e violenza.
Noi sapremo unirci: voi potete contare su di noi. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni lavorerò ad iniziative in questo senso. Vi dimostreremo che i terribili fatti di oggi sono un segno di debolezza e non di forza di chi li ha compiuti. Vedrete che non sarete lasciati soli.
A presto
Francesco Profumo

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